Sant’Arpino

Omicidio al campo di calcetto: convalidato l’arresto di Topa

Raffaele TopaSANT’ARPINO. Il gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Cettina Scognamiglio, ha convalidato il fermo emesso nei confronti del 19enne Raffaele Topa

… che giovedì sera, al termine di una partita di calcetto a Sant’Arpino, ha accoltellato e ucciso Elpidio Ianniciello, di 24 anni, e ferito Giulio Iorio, di 22 anni, raggiunto da una coltellata all’emitorace destro.

Il giovane, di Grumo Nevano, cittadina del napoletano confinante con Sant’Arpino, resta dunque in carcere in quanto il giudice ha emesso ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti per omicidio volontario e tentato omicidio. Assistito dagli avvocati Nicola e Michele Basile, ha risposto alle domande del gip confermando la ricostruzione fatta dagli inquirenti. Ha aggiunto, però, che la vittima, prima di essere accoltellata, lo aveva schiaffeggiato.

L’episodio di sangue era maturato al termine di una partita di calcetto in cui vittime e aggressore avevano partecipato prendendo parte nella stessa squadra e inserita in un torneo che a Sant’Arpino viene disputato tutti gli anni.

Secondo la ricostruzione della polizia, la gara tra le formazioni degli “Street Boys e White Angels” si concludeva tra aspre polemiche, per motivi futili, ed alcuni giocatori, inizialmente allontanatisi dal campo, tornavano minacciosi dopo circa 20 minuti, aggredendo Iannicello e Iorio, che si intrattenevano a bordo campo dopo l’incontro. Ne nasceva una colluttazione, durante la quale i due giovani venivano feriti con alcune coltellate: Iannicello alla gola, Iorio all’emitorace destro. Trasportati all’ospedale “Moscati” di Aversa, Iannicello moriva poco dopo il ricovero, mentre Iorio veniva trasferito al reparto di cardio-chirurgia dell’ospedale di Caserta per essere sottoposto ad un delicato intervento chirurgico.

Nel giro di poche ore i poliziottiidentificavano il giovane che materialmente aveva inferto le coltellate:Raffaele Topa, prima risultato irreperibile ma poi rintracciato nella sua cittadina, all’interno di un’abitazione. Il ragazzo, tra l’altro, èdestinatario di un provvedimento di divieto ad assistere a manifestazioni sportive. Il 19enne militava nella stessa squadra di Iannicello, da quest’ultimo censurato per il suo comportamento in campo.

Sono in corso indagini tese ad individuare ed identificare i complici di Topa. che lo hanno spalleggiato durante l’aggressione, nonché i ruoli ricoperti da ognuno dei responsabili.

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