Santa Maria C. V. - San Tammaro

I radicali visitano il carcere militare e il Cie

SANTA MARIA CV. Lunedì 6 giugno il senatore radicale Marco Perduca (membro della Commissione Giustizia e segretario della Commissione Speciale per i diritti umani) ha compiuto due visite ispettive a Santa Maria Capua Vetere, una al carcere militare, un’altra al Centro di identificazione ed espulsione (Cie).

Ad accompagnarlo c’era Luca Bove, del comitato nazionale di Radicali Italiani, segretario dell’Associazione Radicale di Caserta “Legalità e Trasparenza”. Perduca ha definito la strutturamilitare “a norma, di qualità, una vera e propria eccezione alla regola dell’illegalità che vige in questo paese, denunciata da Marco Pannella, in sciopero della fame dal 20 aprile. I detenuti sono 74 in un carcere che ha una capienza del doppio, ma con i letti a castello si potrebbe arrivare a 300 posti. I vigilanti (rappresentanti dell’esercito) sono il doppio rispetto agli ospiti, quindi la norma di legge è abbondantemente applicata”.Il senatore ha detto di voler inserire in una proposta di legge sulle strutture penitenziarie gli articoli dei codici militari che riguardano le peculiarità dei vigilanti.

Sul Cie ospitato nella caserma “Andolfato”, Luca Bove commenta: “E’ confermata la grave situazione di trattamento degradante per i 96 immigrati tunisini di un mese fa.I servizi igienici sono collocati vicini alle 25 tende, sono all’aria aperta e quindi ci sono problemi quando piove. E’ stata aggiunta un’ulteriore separazione tra la polizia ed i migranti con una rete e del filo spinato, mancano tavoli, sedie e letti (sostituiti da materassi in gommapiuma)”.

Marco Perduca ricorda che sussistono due gravi problemi: “Il primo è che la Commissione territoriale per il diritto d’asilo ha fornito lo status di protezione solo ad uno dei 96 richiedenti, il secondo è che da 15 giorni è scaduta l’ordinanza di trasferimento, quindi per loro non esiste un futuro, non sanno se verranno messi alla porta o se verrà rinnovato il permesso di soggiorno temporaneo per altri 60 giorni come ai loro compatrioti giunti nel nostro paese prima del 5 aprile. Inoltre, la loro incolumità è in pericolo in Tunisia, non vogliono restare in Italia ma vogliono raggiungere parenti ed amici in Francia, Germania e Belgio. Questa situazione crea problemi psicologici, nervosismo e conseguenti confronti verbali e non solo con le forze dell’ordine”.

Un’ulteriore irregolarità riscontrata dai due radicali è l’esclusione del Centro Sociale Ex Canapificio dalle visite al Cie, mentre altre associazioni possono entrare senza problemi nella struttura. Anche ciò sarà parte integrante delle interrogazioni parlamentari del Senatore che ricorda inoltre come alla Camera sia ferma da Dicembre la Legge Comunitaria sui rimpatri. Nel pomeriggio Perduca e Bove, insieme alla senatrice Anna Maria Carloni del Pd, hanno partecipato a Napoli, presso l’Istituto degli studi Filosofici, ad un dibattito pubblico sul tema dei diritti degli immigrati.

In questa sede si è rilanciato l’appello a tutte le istituzioni locali e nazionali, alle pubbliche autorità, alle organizzazioni politiche e sociali, agli organi di informazione ed ai singoli cittadini e cittadine per: l’immediata chiusura del Cie di S. Maria CapuaVetere; il definitivo abbandono e smantellamento della tendopoli; il sostegno ai ricorsi legali fino alle massime giurisdizioni europee in materia di diritti umani; consentire l’accesso ai giornalisti nei Cie e in tutti i centri per immigrati al fine di garantire ampia e completa informazione tanto sulla qualità delle strutture detentive quanto sulle vicende umane di chi e trattenuto in queste strutture.

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