Maddaloni - Valle di Maddaloni

Referendum cittadino, non passa il provvedimento

Aldo TagliafierroMADDALONI. L’approvazione del regolamento attuativo per permettere lo svolgimento del referendum cittadino, preparato e portato in Consiglio comunale dal consigliere Aldo Tagliafierro, non passa.

Il primo a rammaricarsi è proprio Tagliafierro, che dichiara: “La maggioranza di Cerreto ha scritto una delle pagine più brutte della storia della città. Prendo atto della decisione e aggiungo che è stata negata ai cittadini la possibilità di avere voce in capitolo per migliorare concretamente la vita di tutti noi. E’ stata negata ai maddalonesi anche la partecipazione diretta per controllare da vicino quella politica che in campagna elettorale promette e poi non decide a favore della collettività. Potrei citare molti esempi in proposito”. “Con il voto negativo del Consiglio – fa sapere il consigliere Tagliafierro – si è voluto dare un altro schiaffo ad una città che ancora una volta viene ad essere mortificata e, nel caso specifico, privata del potere di avvalersi di un proprio diritto”.

La voglia dei cittadini di incidere sulle importanti tematiche è tale da rendere lo strumento referendario indispensabile. In quasi tutti i comuni d’Italia, i cittadini sono protagonisti e autori di battaglie di civiltà, grazie al ricorso del referendum. “Il referendum – precisa il consigliere – è un importantissimo strumento di democrazia, che inizia a dare fastidio. C’è chi lo ritiene scomodo e si adopera per farlo subito fallire come è successo a Maddaloni. Il sindaco Cerreto infatti ha dimostrato apertamente di non volerlo. Ha bruciato un’altra tappa di un percorso che lui chiama cambiamento, ma che non è mai partito. Con la bocciatura del provvedimento, si è dimostrato una totale mancanza di rispetto nei confronti del cittadino. La politica doveva metterlo in condizione di avere dalla sua parte poteri reali e non fittizi. Gli altri comuni – aggiunge Tagliafierro – vanno avanti, dotandosi di strumenti di alta partecipazione democratica e noi siamo fermi. Servono scelte coraggiose, ma mi convinco sempre di più che il sindaco Cerreto è praticamente avvitato su se stesso per indirizzare una svolta”.

I temi concreti della vita delle persone dovrebbero essere alla base di una nuova stagione di partecipazione. Nelle città lo si sperimenta ogniqualvolta si presenta l’occasione ed il recente referendum ha fatto capire che i cittadini vogliono prendere in mano il loro futuro, sfruttando in pieno i vantaggi che derivano da questo importantissimo organismo. “Ed hanno ragione, ma nulla può essere fatto se la politica che governa la città si oppone nel dare a loro la possibilità di decidere rispetto alla paralisi che caratterizza l’azione amministrativa locale. Se non si approvano – conclude il consigliere – le norme che danno diritto ad esprimersi in riferimento alle questioni territoriali, si va contro quella volontà popolare, che ci ha indicato la strada maestra. Non credo proprio che si voglia rimediare e riflettere seriamente sulla mia proposta. Il sindaco Cerreto si è fatto sfuggire un’altra occasione per riappacificarsi con la città e con la politica vera. Questa volta ha chiuso definitivamente la porta in faccia ai cittadini. Non io, ma è la democrazia ad uscirne sconfitta”.

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