Italia

Rifiuti, ancora roghi e proteste a Napoli. Berlusconi: “Venerdì decreto”

 NAPOLI. Ancora una notte di roghi e proteste con blocco della circolazione a Napoli per l’emergenza rifiuti.

Lo stop al traffico, con la spazzatura che ha invaso le carreggiate, si è registrato nel quartiere di Pianura in via Montagna Spaccata; in via Foria; in corso Amedeo di Savoia; in viale Umberto Maddalena; in via Grande Archivio. Zone dunque di periferia e del centro storico, in tutti i casi la polizia quando è intervenuta non ha trovato persone, ma solo immondizia, successivamente rimossa in alcuni casi dall’azienda che si occupa della raccolta per il Comune. Immondizia incendiata, invece, nel quartiere di Pianura, in via Masseria Grande, nella centralissima via Monteoliveto, in corso Umberto all’altezza dei Decumani, cuore del centro storico, e in via Santa Maria la Scala. Complessivamente sono 32 i roghi di rifiuti per i quali è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco.

Intanto, resta alta la tensione anche a livello politico: il premier Silvio Berlusconi ha annunciato venerdì un decreto per far fronte all’emergenza, ma la Lega ha già annunciato battaglia. governo. “Non abbiamo visto alcun testo – avvisa – ma niente truffe o voleranno le sedie” ha detto il ministro Calderoli.

Critico nei confronti del governo, il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, del Pdl. “Il decreto che sta per varare il governo andava fatto venti giorni fa. Siamo già in ritardo, commenta Caldoro in un’intervista al Corriere della Sera e aggiunge: “All’interno del governo la posizione della Lega è irragionevole, come inaccettabili sono le parole di Calderoli”.

Sul quotidiano Il Mattino invece Luigi De Magistris, in un’intervista, ringrazia il presidente Napolitano: “Sta seguendo con molta attenzione i lavori che stiamo facendo” e dice: “La responsabilità ora più che mai pesa sulle spalle del premier. La disponibilità delle Regioni a prendere rifiuti c’è, spetta a Berlusconi fare il decreto sbloccaflussi ed evitare rischi per la salute dei napoletani”. E, circa i rischi per i cittadini, la procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per epidemia colposa.

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