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Berlusconi: “Maggioranza forte”. Di Pietro lancia sfida a governo e Pd

Silvio BerlusconiROMA.“La maggioranza c’è ed è forte”. Dopo il discorso al Senato per la verifica chiesta dal capo dello Stato Giorgio Napolitano, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha parlato mercoledì alla Camera, dove ha ripercorso l’intervento tenuto ieri a palazzo Madama.

Scontri tra polizia e Cobas davanti a Montecitorio durante la manifestazione dei precari della pubblica amministrazione durante il discorso del premier. Successivamente sulla piazza, presidiata da alcuni mezzi dei reparti antisommossa della polizia, è tornata la calma.

“Ieri – ha detto Berlusconi aggiungendo un passaggio nuovo al discorso pronunciato al Senato – la coalizione di centrodestra ha raggiunto quota 317, superando per la prima volta, da quando alcuni parlamentari sono andati all’opposizione, quota 316, arrivando alla maggioranza assoluta. Questo significa che la maggioranza c’è, è forte e coesa, ed è l’unica in grado di garantire la governabilità di un Paese in un momento difficile”. Ha poi ripetuto quel passaggio in cui ha sottolineato come non intenda”rimanere per sempre a palazzo Chigi o fare il leader a vita del centrodestra”. Dai banchi dell’opposizione, i deputati a quel punto hanno rumoreggiato. E il premier, sorridendo, ha aggiunto: “Vi assicuro che è un grande sacrificio: un grandissimo sacrificio”.

«Non abbiamo seguito le sirene di chi chiedeva provvedimenti in deficit. E sarebbe stato da irresponsabili aumentare la spesa pubblica”, è stato uno dei passaggi nuovi, rispetto alle comunicazioni fatte ieri al Senato, dell’intervento del presidente del Consiglio alla Camera. Grazie a questa politica l’Italia ha sempre trovato sottoscrittori del proprio debito, ha tra l’altro detto il Cavaliere.

“La riforma fiscale non produrrà buchi di bilancio, ma darà vita a un sistema più equo e più benevolo verso chi è in condizioni disagiate, a partire dalle famiglie più numerose”, ha sottolineato il premier, ripetendo le parole già usate martedì al Senato, ma aggiungendo il riferimento alle famiglie “numerose”.

Berlusconi in chiusura del suo discorso ha ricordato l’amicizia che lo lega ad Umberto Bossi. Mentre ribadisce il legame con il leader della Lega, poggia la mano sulla spalla del senatur che gli siede accanto e che, a sua volta, prima batte con la mano sul banco per unirsi all’applauso della maggioranza, poi guarda compiaciuto il premier e si rivolge a Roberto Calderoli, che gli offre una mentina. Dai banchi dell’opposizione si leva subito un grido ironico: “Bacio, bacio!”.

Tutti i deputati del Pdl si sono alzati nell’aula della Camera ad applaudire lungamente dopo che il presidente del Consiglio ha concluso il suo intervento. Si trattava del ventiquattresimo applauso. Al battimani si sono uniti anche i deputati della Lega che, però, non si sono alzati: circostanza notata dai deputati del Pd, che polemicamente hanno gridato, rivolti ai colleghi del Carroccio: “Su, su!”. Dai banchi del Pdl si è gridato più volte “Silvio, Silvio”. Al termine dell’applauso una voce dai banchi del Pd ha bucato l’istante di silenzio: “Bis!”, è stato urlato, ironicamente rivolto alla maggioranza.

“Bello a parole, aspettiamo i fatti”, ha commentato il leader della Lega dopo il discorso del presidente del Consiglio.

“Abbiamo ascoltato le chiacchiere di Berlusconi. Sembrava il primo giorno di scuola, faceva tutti i buoni propositi che si fanno in quelle occasioni”, ha detto Pier Luigi Bersani. “Più la barca affonda e più stanno attaccati”, ha poi aggiunto il leader del Pd, commenta il voto di fiducia di ieri al dl sviluppo nel quale la maggioranza ha toccato quota 317.

“Il governo sembra che esista, ma in realtà non esiste più”, ha detto Pier Ferdinando Casini, intervistato dal Tg3. “Berlusconi dice che tutto va bene anche con il Capo dello Stato, salvo poi le contraddizioni. Ha cercato di addolcire il rapporto con le opposizioni, ma continua a proporre per propaganda tre aliquote fiscali mentre ancora rischiamo il crac. In realtà questo governo – ha concluso – è paralizzato e non si salverà aggiungendo posti a tavola per chi non ha fame di incarichi, dopo che già lo ha fatto con quelli che la fame ce l’avevano”.

Il Pd, come partito di maggioranza del centrosinistra, “ha il dovere di convocarci per vedere quello che vuole fare. Ci è stato chiesto di fare le primarie: su che cosa, per quale prgramma e con chi?”. Lo ha sottolineato Antonio Di Pietro nel suo intervento alla Camera. L’ex pm attacca il governo sfidando Berlusconi a smetterla con le leggi ad personam “che la gente non vuole più” e a fare provvedimenti”seri che interessano alla gente”. In diretta tv, intervenendo nell’Aula della Camera durante il dibattito sulla verifica di governo, Di Pietro spara a zero sulla maggioranza e non lesina rimproveri al Pd che ancora “non ha convocato una riunione” per lavorare ad una vera alternativa di governo. Il leader dell’Idv sfida dunque il premier a portare in Parlamento proposte di legge che servano davvero ai cittadini come l’aumento di personale e strutture per la giustizia perchè lui è “pronto a votarle”. Berlusconi annuisce. Il Pd non applaude. Il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, al termine dell’intervento, si alza e va a stringergli la mano.

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