Italia

Bancarotta fraudolenta, arrestato Lele Mora

Lele Mora MILANO.La Guardia di Finanza di Milano ha eseguito nel pomeriggio di lunedì un ordine di arresto nei confronti dell’impresario dello spettacolo Lele Mora per bancarotta fraudolenta.

L’agente dei vip, coinvolto anche nell’inchiesta Ruby, sui presunti festini ad Arcore a casa di Berlusconi, è stato portato in carcere per ordine del giudice per le indagini preliminari Fabio Antezza nell’ambito dell’inchiesta di Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci sul fallimento della LM Management. I magistrati gli contestano una distrazione da 8,5 milioni. Mora è stato arrestato nel pomeriggio in viale Monza.

Un pericolo probatorio “di rilevante intensita”. È quanto scrive il gip di Milano Fabio Antezza in relazione all’arresto di Lele Mora, il talenscout finito sotto inchiesta anche per il caso Ruby e che ora è finito in carcere con l’accusa di bancarotta fraudolenta. Secondo il giudice sussiste anche un rilevante pericolo di fuga in quanto l’impresario vive tra Milano e Lugano e inoltre sussiste anche un rischio di reiterazione del reato. Tra i vari sospetti è che dei circa 3 milioni ricevuti da Silvio Berlusconi, come era emerso nell’inchiesta sul caso Ruby, invece di essere impiegati per salvare la Lm Management siano stati depositati in qualche conto svizzero. Lele Mora è stato arrestato nei suoi uffici di viale Monza a Milano.

Fatture per operazioni inesistenti e pagamenti verso un’altra società per investimenti immobiliari. Queste le modalità con cui Lele Mora si sarebbe reso responsabile di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale, per oltre 8,5 milioni di euro, in relazione alla gestione della LM Management, società fallita di organizzazione e gestione di eventi. A quanto si apprende, l’agente avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti per oltre 5 milioni e avrebbe distratto 3 milioni e 381mila euro drenandoli su Diana immobiliare, un’altra sua società poi fallita, come pagamenti per l’acquisizione di immobili. In sostanza, Lm Management acquistava case intestate a Diana immobiliare, che a sua volta le affittava alla Lm management come beni strumentali.

Parla di “professionalità criminale” e capacità economica di origine illecita “doppiate” dall’attività di drenaggio di denaro anche successiva alla dichiarazione di fallimento della Lm Management, il gip di Milano Fabio Antezza, nel provvedimento che oggi ha portato in carcere Lele Mora per bancarotta fraudolenta. Per il giudice, inoltre, le esigenze cautelari “possono essere adeguatamente soddisfatte” solamente con il carcere.

A suo avviso Mora, “nonostante condannato con plurime sentenze oltre che in materia di sostanze stupefacenti, per i reati tributari, contro la pubblica amministrazione e contro la fede pubblica, nonchè gravato da carichi pendenti in materia tributaria, ricade nel reato tenendo le descritte molteplici e gravi condotte di bancarotta fraudolenta pre-fallimentare patrimoniale, per diversi milioni di euro, e documentale con le evidenziate modalità ‘professionalì e con ‘gestione imprenditorialè caratterizzata da ben collaudate tecniche distruttive”.

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