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Calcio scommesse, sotto torchio il dentista Pirani

Marco PiraniIl medico odontoiatra Marco Pirani, arrestato nell’ambito dell’inchiesta cremonese sulle partite truccate, è stato interrogato per ore dal procuratore capo Roberto Di Martino, negli uffici della Procura di Cremona.

Pirani, nell’interrogatorio davanti al Gip che ne aveva disposto l’arresto, Guido Salvini, aveva parlato di tre partite di Serie A, che vedevano coinvolte cinque squadre, che andavano ad aggiungersi alle 18 già contenute nell’ordinanza di custodia cautelare. Si tratta di Fiorentina Roma (2-2), Lecce Cagliari (3-3) e Genoa Lecce (4-2). Si sarebbe parlato anche di Milan-Bari, un match che però finì 1-1 contro ogni pronostico e con i pugliesi in gran forma e combattivi fino in fondo.

Intanto, dopo la serie B anche la Lega Pro ha chiesto di entrare nel procedimento sulle partite truccate in corso alla Procura di Cremona, come parte offesa. La Lega Pro ha annunciato anche che si costituirá parte civile nell’eventuale processo sullo scandalo scommesse. A rappresentare la Lega Pro è l’avvocato Salvatore Catalano. Da quanto si apprende, la procura di Cremona, nei limiti previsti dal Codice, avrebbe intenzione di dare la massima collaborazione alla giustizia sportiva, sia nei confronti della Federcalcio che della Lega Calcio. Nei prossimi giorni infatti è prevista anche una visita del procuratore federale Stefano Palazzi al tribunale di Cremona. La Lega Pro, infine, ha anche deciso di fare una radiografia completa di tutte le scommesse effettuate su tutte le partite del campionato 2010-2011. Lo scopo è verificare che non ci siano ulteriori puntate ‘anomalè oltre a quelle giá segnalate da alcune societá di scommesse.

Ma Agipronews fa sapere che non c’è stata alcuna anomalia nei flussi di gioco giunti ai concessionari autorizzati dai Monopoli di Stato per le tre partite di Serie A indicate da Pirani. L’analisi delle giocate raccolte nelle agenzie e nei siti legali, infatti, conferma che il gioco fu regolare e senza scossoni. Per quanto riguarda Genoa-Lecce, la partita finì 4-2 ma i flussi delle giocate – confermano i bookmaker italiani – furono regolari. In una situazione in cui il Lecce era a rischio retrocessione e il Genoa senza particolari motivazioni di classifica, il 51 per cento delle puntate si concentrò sul ‘2’ (pagato 4,20), il 41 sulla vittoria della squadra di casa (2,10) e appena il 7 sul pareggio, ritenuto evidentemente improbabile malgrado una quota non elevatissima (2,35). Fiorentina-Roma è il match (terminato 2-2) in cui Totti, con una doppietta, tocca quota 201 goal. Fiorentina favorita in lavagna (2,45 la quota) e 62% delle giocate sul successo viola, 24% sul colpaccio giallorosso (3 contro 1) e solo il 13% sul pareggio, pagato 3,20 in agenzia, vale a dire il risultato con il quale si concluse la partita. Su Lecce-Cagliari le giocate erano divise tra vittoria del Lecce (1,50, poi scesa rapidamente prima della partita), scelta dal 39% degli scommettitori, e quella del Cagliari: la quota per il ‘2’ rossoblù era talmente alta (8 contro 1 in apertura) da attirare addirittura il 51% delle scommesse. Niente di fatto: la partita finì con un rocambolesco 3-3, su cui aveva giocato solo il 10% dei giocatori.

Le scommesse? “Non sono una cosa nuova, lo sport è diventato sempre più un business ed è chiaro che, dove girano molti soldi, certa gente cerca di infilarsi in modo non sempre corretto. In Italia la cultura sportiva sta diminuendo sempre di più e non si sa come difendersi”: così Zdenek Zeman, ex allenatore del Foggia, sul nuovo scandalo che sta travolgendo il calcio. Uno scandalo nel quale è stato messo in mezzo anche un suo figlioccio, Beppe Signori: “Mi dispiace, anche se bisogna chiarire la sua posizione. Sapevo che gli piaceva giocare…”. Il calcio continua a perdere credibilità e con lui l’intero sistema calcistico nostrano anche perché, nelle parole di Zeman, “la Federazione non trova aiuti da parte di chi partecipa. Il calcio è malato, ma si fa poco per curarlo”.

Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione italiana calciatori, è intervenuto a “24 Mattino” su Radio 24 per parlare della inchiesta di Cremona sul calcio scommesse. “Le immagini degli arresti e dei fermi dei calciatori danno una grossa mano nel mettere in guardia e sensibilizzare i nostri associati. Noi dobbiamo lavorare sulla sensibilizzazione dei calciatori – ha aggiunto Tommasi – ma già queste immagini sono certamente d’impatto e fanno preoccupare”. Alla domanda se mai, da calciatore, abbia assistito a partite in cui si giocava per un risultato già predeterminato, Tommasi ha risposto a Radio 24: “Qui c’è un problema diverso: col volume d’affari che muovono le scommesse, non si parla più di partite che hanno solo un valore sportivo e valgono dunque per la classifica. Ci sta che due squadre si trovano a giocare una partita in cui il pareggio va bene a tutti e dunque è difficile poi competere per la vittoria. Qui però l’eventuale pareggio non è solo per la classifica ma per qualcos’altro”. E al vicedirettore della Gazzetta dello Sport, Franco Arturi, che in trasmissione ha paragonato le scommesse al vino, da non vietato solo perchè c’è chi ne abusa, Tommasi ha risposto: “Sono d’accordo, ma è anche vero che il vino non va bevuto da chi guida. Allora mi domando se si possa scommettere su un evento su cui la volontà dell’uomo può incidere sul risultato. Se sì, mi chiedo quanto si debba lavorare sull’etica dei comportamenti di chi va in campo per arrivare a formare una coscienza che riesca a respingere qualsiasi attacco”.

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