Cesa

Acqua, Cesa al Centro: “Unica proposta concreta e’ la revoca del contratto”

 CESA. “Le lettere con cui il Consorzio Idrico minaccia di sanzioni i cittadini che non hanno stipulato i contratti di fornitura non giungono inaspettate.

A tal proposito è opportuno dare ai cittadini una giusta informazione, onde evitare equivoci e delusioni. Infatti, avendo il Comune deliberato l’affidamento del servizio al Consorzio è ovvio che gli utenti sono tenuti a stipulare i contratti.

Per tale motivo, non riusciamo a comprendere sulla base di quale ragionamento si sviluppi la proposta dell’Udc che chiede al sindaco di ‘precettare il Consorzio Idrico ad astenersi da ogni azione coattiva nei confronti dei cittadini’, in attesa della definizione di eventuali nuove fasce tariffarie. In realtà si era partiti da una petizione popolare il cui oggetto non era la modifica delle fasce, bensì l’annullamento della convenzione. Una volta che l’amministrazione ha espresso la volontà di non revocarla, non può intervenire in alcun modo, in termini di diritto, per fermare le procedure che ha accettato con la convenzione stessa.

Chi ha assistito a quel Consiglio comunale sa che la proposta del sindaco di modifica delle fasce tariffarie, che colse al volo una proposta in subordine dell’Udc, ebbe lo scopo di chiudere una seduta nella quale la maggioranza, nel respingere la petizione popolare, utilizzò il salvagente della modifica delle fasce per uscire dall’imbarazzo in cui si trovava.

Per chi non lo avesse capito, la proposta del sindaco non rappresentava una condizione di sospensione dei contratti, ma semplicemente la promessa di proporre la modifica delle fasce all’assemblea del consorzio indipendentemente dall’adesione al consorzio stesso. Solo semplici parole, dunque.

L’Udc, se da un lato fa bene a chiedere oggi al sindaco che fine abbia fatto quella proposta, dall’altro non spiega l’utilità pratica della sospensiva chiesta. Proviamo infatti a ragionare per assurdo. Ipotizziamo che il sindaco ottenga la sospensione delle richieste coattive fino alla discussione della sua proposta e che poi tale proposta non venga approvata dall’assemblea del Consorzio. In questo caso i cittadini sarebbero comunque obbligati a fare il contratto, o no? A che serve, quindi, questa sospensiva, che senso ha proporla? Riteniamo che sia solo fonte di ulteriore confusione, ingenerando nei cittadini la convinzione che essi possono tranquillamente rimandare i contratti senza rischiare sanzioni.

Ritorniamo sempre alla questione iniziale. Se il sindaco riuscisse ad ottenere la diminuzione delle tariffe ci farebbe piacere e gli daremmo atto di aver fatto una cosa buona per il paese, ma al momento l’unica proposta concreta (ai fini del risparmio per le famiglie) resta quella della revoca del contratto che andava presentata all’epoca senza disperdersi in ipotesi alternative”.

L’associazione CESA AL CENTRO

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