Caserta

“Mio zio è camorrista”: causavano incidenti ed estorcevano soldi

 CASERTA. “Sono di Casal di Principe e vengo a Caserta per riscuotere il pizzo e spacciare cocaina”. Questa una delle frasi che i componenti della banda della “riparazione d’auto” rivolgeva alle proprie vittime …

… quando, dopo aver causato un incidente stradale, chiedevano una somma di danaro “per vedere di mettere tutto a posto”. I carabinieri della stazione di Trentola Ducenta, in collaborazione con i colleghi del reparto territoriale di Aversa, coordinati dal colonnello Francesco Marra, hanno arrestato, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere: G.A., 23 anni, originario di Maddaloni, residente a Casalnuovo; G.M., 27 anni, e D.L., 20 anni, entrambi di Pomigliano d’Arco (Napoli), tutti pregiudicati per reati contro il patrimonio.

Secondo quanto hanno accertato i carabinieri, che hanno raccolto due denunzie, il 17 giugno 2010, a Caserta, il terzetto, che viaggiava a bordo di una vecchia Opel Astra, ha coinvolto in un incidente S.A., del luogo, alla guida di una Fiat Bravo. All’uomo, dopo una serie di minacce, tra cui, oltre alle frasi già dette, lo avevano minacciato di “far intervenire mio zio che è camorrista”, riuscivano ad estorcere ben 610 euro che dovevano servire per riparare l’auto.

Due giorni dopo, il 19 giugno 2010, a Marcianise, il terzetto era di nuovo in scena, questa volta ai danni di R.M., di Trentola Ducenta, al quale avevano tentato di estorcere 250 euro. Ma l’uomo non aveva soldi con sé e, successivamente, aveva denunziato l’accaduto ai carabinieri dando il via alle indagini che hanno portato all’emissione dei provvedimenti cautelari per i tre con l’accusa di concorso in estorsione e in tentata estorsione.

I militari stanno verificando se la banda abbia messo a segno ulteriori colpi oltre quelli oggetto di indagini. I tre, dopo le formalità di rito, sono stati associati alla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere in attesa delle decisioni che adotteranno i magistrati sammaritani.

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