Casal di Principe - San Cipriano - Casapesenna

Rifiuti, arrestato imprenditore colluso con i Casalesi

 CASAL DI PRINCIPE. Un imprenditore campano, Ludovico Ucciero, di 65 anni, proprietario de ‘La Castellana’, una delle più grandi aziende del Casertano per lo smaltimento dei rifiuti, è stato arrestato a Castel Volturno, in provincia di Caserta, …

… dai militari del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Roma perchè ritenuto colluso (“concorrente esterno”) con il clan camorristico dei Casalesi. Grazie al loro appoggio, secondo gli inquirenti, l’imprenditore si è “aggiudicato sistematicamente appalti e commesse per il trasporto e lo smaltimento di rifiuti”, finanziando direttamente i “capizona” del clan del gruppo Bidognetti.

A rivelare gli affari sono stati proprio alcuni esponenti di quest’ultimo gruppo, divenuti ormai collaboratori di giustizia. L’uomo, in qualità di gestore di diverse società, si era aggiudicato, secondo le accuse con l’appoggio dei Casalesi, le commesse e gli appalti per il servizio di espurgo degli scarichi fognari nel territorio di Castel Volturno e per il trasporto dei fanghi dal depuratore Foce Regi Lagni di Villa Literno, il servizio di trasporto e smaltimento del percolato prodotto nella discarica ‘Parco Saurino’ del Comune di Santa Maria la Fossa, le commesse per il deposito dei rifiuti solidi urbani nel periodo dell’emergenza rifiuti e la commessa per il posizionamento dei cassoni per la raccolta dei rifiuti solidi urbani nel Comune di Mondragone.

Quattro società riconducibili a Ucciero sono state poste sotto sequestro preventivo, per un valore complessivo stimato di cinquanta milioni. Si tratta di Ecologia Euroambiente Snc, Universitas Srl, Naturambiente Srl, Geoambiente srl e l’intero patrimonio, costituito da 35 immobili e terreni, 65 auto, autocarri e motocicli, 20 conti corrente.

La misura cautelare in carcere è stata disposta dal Gip del Tribunale di Napoli, a seguito di una complessa attività di indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e sviluppata dai militari del Noe di Roma (guidati dal capitano Pietro Raiola Pescarini e coordinati dal capitano ‘Ultimo’ Sergio De Caprio), che ha permesso di delineare “l’operatività dell’ imprenditore quale vero e proprio ‘concorrente esterno’ del clan dei Casalesi”.

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