Aversa

Viaggio nelle scuole aversane: il Liceo Artistico “Giordano”

 AVERSA. Dopo l’incontro con personale e studenti dell’Itc “Gallo”, il nostro tour nelle scuole aversane prosegue con il Liceo Artistico “Giordano”.

Situato nel cuore di Aversa, l’istituto ha formato molti professionisti e artisti che hanno portato in alto il nome della città normanna. E’ ospitato nell’antico complesso conventuale di Sant’Anna, in piazza Magenta, un fabbricato storico, dove al centro c’è un antico chiostro, e intorno ad esso si sviluppano tra il piano terra, primo e secondo piano, aule e uffici. Per i dirigenti, docenti e personale Ata, insieme agli allievi, è molto difficile “abitare” in questo edificio, visti i problemi strutturali (lo scorso 4 marzo alcuni calcinacci si staccarono dal solaio, mettendo fuori uso alcune aule) ma abbiamo anche constatato che da parte di tutti c’è grande impegno a continuare a lavorare e portare avanti ciascuno il proprio compito. Non vogliamo entrare nei particolari di questi “disagi” dati da un immobile che certamente va adeguato in modo consono all’uso a cui è destinato, ossia ospitare una scuola. E facciamo un plauso a coloro che lavorano tra queste mura, garantendo una continuazione sia dei progetti sia del buon funzionamento della scuola. La Curia e la Provincia, che hanno la competenza per questo fabbricato, dovrebbero consentire di lavorare in sicurezza e senza disagi.

A tal proposito, nei mesi scorsi abbiamo interpellato il vicepresidente della provincia e assessore alla pubblica istruzione, l’aversano Nicola Golia: “La manutenzione dei locali – diceva Golia – spetta alla Curia in quanto proprietaria. La stessa è stata da noi già allertata dopo i calcinacci caduti nelle classi. Già stiamo provvedendo a sistemarli, in tempi celerissimi, il mio interessamento è totale e mirato a far rientrare al più presto le classi spostate nelle succursale di Carinaro provvisoriamente. Siamo certi e ci auguriamo che a quest’ora il problema sia già bello che risolto. Solo il fatto di avere una scuola come questa, ospite in questo fabbricato, dovrebbe di rimando, dare lustro e soddisfazione e inorgoglire chi li ospita. Noi vogliamo dire ai futuri alunni di questo istituto, di continuare a iscriversi per il prossimo anno e di continuare questa tradizione, che viene soprattutto attraverso l’affermazione dei suoi allievi, e questo grazie anche alla professionalità dei docenti e dei dirigenti, che con voglia ed entusiasmo continuano a formare tante giovani promesse”. A capo di questo istituto c’è il preside Luigi Suppa, di Caserta, che la mattina, di buon’ora, all’ingresso del ‘Giordano’ accoglie gli allievi, cosa piacevole e stimolante per gli allievi.

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Da qui inizia la nostra intervista al preside Suppa. Lei è da poco tempo alla guida di questo istituto. Ci vuole dare una sua impressione, il suo impatto con questa realtà e il suo inserimento in un contesto per Lei del tutto nuovo? “Dal primo settembre 2010 ho trovato una realtà sul punto di vista strutturale per quanto riguarda la sede centrale, abbastanza carente, per cui il mio impegno è stato quello di sopperire nei limiti del possibile dal punto di vista manutentivo e strutturale a quelle priorità impellenti a rendere i locali idonei all’uso investendo di queste problematiche la provincia e di conseguenza la curia proprietaria dei locali. A tutt’oggi sono stati fatti dei lavori ma onestamente è ancora poco. Lavoriamo in condizioni sicuramente non ottimali ma ciò nonostante cerchiamo di mantenere un clima sereno nell’istituto, anche se va detto che diversi conflitti negli anni scorsi esistevano e oggi stiamo cercando con la buona volontà di tutti di stemperare”.

Ci parli ora un po’ di lei. “Insegnavo matematica e fisica al liceo con un incarico di docenza all’università di ingegneria di Aversa. Questa è la mia prima esperienza come dirigente, ruolo questo che sto vivendo e affrontando con entusiasmo. Io sono di Caserta, ho una figlia di 18 anni che seguo con amore paterno, cosa questa, che sto cercando di fare anche con gli allievi di questo Istituto sperando di riuscirci”.

La realtà del ‘Giordano’, negli ultimi tempi, ha visto l’avvicendarsi di diversi dirigenti. Questo ha creato senz’altro qualche disagio nella continuazione dei programmi e della gestione. Lei non pensa che queste continue sostituzioni possano arrecare danni? “Certamente, un dirigente che resti almeno un triennio è questo per dare un senso di continuità alla gestione scolastica, soprattutto fare in modo di lasciare un segno della propria presenza ma soprattutto creare un punto di riferimento per i docenti e per gli allievi”.

La collaborazione tra dirigenti e docenti e personale Ata da quando lei è qui al ‘Giordano’ come potrebbe definire a tutt’oggi questa collaborazione? “Sicuramente senza ombra di dubbio ho trovato uno spirito collaborativo e un validissimo supporto da parte di tutti, è ovvio, che stiamo lavorando per migliorare questi rapporti che hanno come fine ultimo, l’obiettivo di una gestione ottimale della scuola”.

Ritiene di essere soddisfatto almeno fino ad oggi di essere a capo di questo istituto? Crede che ci sia ancora margine per lavorare e per migliorare tanti aspetti che magari non riflettono il suo pensiero? “Tanto è stato fatto, tanto c’è ancora da fare, in ogni modo sono soddisfatto, preciso che questa mia soddisfazione, è commisurata ai risultati volti alla risoluzione dei problemi”.

Vogliamo anche a lei far la domanda a riguardo della riforma Gelmini e chiederle un parere su questa riforma che eventualmente non la convincono. “Sotto tanti aspetti è una riforma sicuramente valida , ma vanno a mio parere , ancora attuate e specie per quanto riguarda la valutazione ed autovalutazione della scuola per le certificazioni delle competenze, così come richiesto anche a livello europeo”.

Ora un suo pensiero e un consiglio rivolto agli allievi: cosa vuol dire loro? “Ho trovato in questo contesto ragazzi meravigliosi, e dico loro: che sono sempre a loro disposizione per risolvere i loro problemi cercando di instaurare sempre e comunque un clima sereno dove il dialogo primeggi. Il consiglio invece, è quello di continuare ad impegnarsi per ottenere risultati sempre migliori”.

INTERVISTE AGLI ALLIEVI. Abbiamo raccolto alcune testimonianze di allievi delle classi prime e quinte, le loro riflessioni incentrate alle domande da noi poste in merito al loro lungo percorso fatto fin qui, questo ovviamente per gli alunni di quinta, sono stati quasi tutti unanimi nel dire, che problemi sicuramente ce ne sono stati; vuoi per mancanza di locali meglio attrezzati, vuoi per problemi che va detto poche volte si son verificati e li hanno costretti a spostarsi di sede, con logica conseguenza e disagi per tutti. Ciò nonostante, tutti questi ragazzi, che fanno parte delle quinte classi e non solo, assieme ai loro professori hanno raggiunto un traguardo importante. Pertanto, noi facciamo un plauso a tutti loro, per averci messo impegno nonostante i problemi avuti. A noi ci vien da dire che tale risultato per questi giovani e questi professori vale sicuramente doppio.

State iniziando un nuovo percorso, cosa ti ha indotto a scegliere questo istituto e non altri? Ilenia V. Classe: 1^D: “Informazioni positive avute da altri amici mi hanno convinta a iscrivermi anche perché mi sento portata alle materie artistiche”.

Avete avuto la possibilità di interagire soprattutto anche sotto l’aspetto umano pensi rispondano a quello che ti aspettavi? Domenico C. Classe 1^D: “Stiamo comunque all’inizio di un percorso che giorno dopo giorno ci porta a conoscere e a farci conoscere dai nostri docenti, per quanto mi riguarda mi sto impegnando a pormi nel modo giusto, penso comunque che le risposte che ricevo anche in questo periodo sono per me positive”.

La sede di questo istituto è ubicata in un contesto storico nel cuore della città, credi sia consona o per te ci vorrebbe una sede più moderna e meglio attrezzata? Flora M. Classe: 1^D: “Questa è una sede storica e l’istituto è un’istituzione importante per la città di Aversa, non è bello vivere tanti disagi in una struttura dove ci sono lacune e problemi vari, anche se tanti problemi, i nostri dirigenti e professori non ce li fanno pesare, loro con noi, mettono impegno e volontà, fanno tante cose, e col tempo altre si risolveranno”.

DONATO LIOTTO

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