Aversa

Verde pubblico, segno dello “sconquasso” della maggioranza

 AVERSA. Ci vuole una buona dose di faccia tosta da parte del consigliere comunale Giovanni Tirozzi (eletto nelle file del Pda-Lista Stabile con l’opposizione di centrosinistra, …

… salito, poi, sul carro del vincitore, per venire a colonizzare come tanti altri transfughi, che oggi con il loro voto mantengono in sesto la sconquassata coalizione di centrodestra, in maggioranza) ad affermare, parlando del Parco di via Atellana: “In seguito si dovranno rivedere gli impianti tecnologici, l’impianto elettrico, l’arredourbano, i campi di bocce e l’estetica, poiché in questi pochi anni, l’inciviltà di alcuniindividui, ha cagionato danni per decine dimigliaia di euro”. In verità, se fossi stato io un amministratore aversano, soprattutto se presente nell’esecutivo o con una delega specifica, avrei provato anche vergogna a parlare con questi toni trionfalistici dell’apertura del parco dichiarando: “Entro pochi mesi potremmo sicuramente restituire alla cittadinanza un parco di sicuro impatto, ampio, vivibile, accessibile e posizionato in una zona strategica”.

Un’affermazione che rimanda l’apertura alle calende greche o, meglio, in prossimità dell’ormai prossima campagna elettorale per le amministrative. Se in oltre due anni di attesa per essere aperto, i vari impianti del parco sono stati danneggiati lo sono stati solo ed esclusivamente per il comportamento omissivo di una maggioranza che si è dimostrata incapace, e continua ad esserlo, di aprire al pubblico un parco pronto per essere usufruito dagli aversani.

Non si può rispondere come se niente fosse, non solo al Wwf, ma anche ai cittadini aversani che si è iniziata la bonifica tra il parco Balsamo e il parco di via Atellana. Non dovevano essere i cittadini e il Wwf a segnalare le condizioni pietose dei due parchi. Stiamo parlando di manutenzione ordinaria del verde. Il verde, un termine forse sconosciuto al consigliere Tirozzi, visto che di verde ha utilizzato la plastica per realizzare finte aiuole.

Solo questo episodio sarebbe motivo sufficiente (senza entrare anche nelle condizioni del parco Pozzi) per consigliare a Tirozzi, figlio d’arte, a rimettere la delega nelle mani di Ciaramella o a quest’ultimo di ritirargliela. Ma, tant’è, le logiche della realpolitik divergono dalla ragione.

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