Aversa

“Un leone in gabbia”, presentazione del libro di Antonio Tessitore

Antonio TessitoreAVERSA. Venerdì 10 giugno, alle ore 18, nell’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria di Aversa (Real Casa dell’Annunziata) sarà presentato il libro di Antonio Tessitore “Ogni volta che chiudo gli occhi. Sogni e incubi di un condannato”.

L’evento sarà un’occasione di approfondimento sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica. Ne parleranno il senatore Raffaele Calabrò, consulente alla Sanità della Regione Campania; il professor Michele Di Natale, Preside della Facoltà di Ingegneria di Aversa; il dottor Lucio Bernardo, fiduciario provinciale Ussi Caserta, e l’onorevole Paolo Santulli. Interverranno numerosi rappresentanti delle istituzioni , oltre a Dirigenti e docenti delle scuole di Aversa.

Il libro è un viaggio di un uomo bloccato a letto dalla Sclerosi Laterale Amiotrofica eppure capace di smuovere il mondo con la sola forza del suo sguardo. Antonio racconta senza ipocrisie, senza retorica, senza facili pietismi la sua vita da condannato, svelando al lettore gli angoli oscuri della sua mente. La Sla diventa quindi solo un pretesto per leggersi dentro, per parlare della vita e della morte, dei sogni e degli incubi, delle speranze e della paure di tutti noi. Un testo quasi onirico, figlio di mesi e mesi di psicoterapia, condotta dalla dottoressa Assunta Beatrice, del Centro di Riabilitazione Cinzia Santulli che tuttora segue Antonio. Propriola dottoressa Beatrice su richiesta di Antonio, ed in collaborazione con il giornalista Pietro Cuccaro, ha reso pubbliche le sue rivelazioni più nascoste.

“Ogni volta che chiudo gli occhi non penso a cosa farò domani, ma a cosa non potrò fare”, rivela Antonio all’inizio del libro, mentre accompagna il lettore nel suo mondo. Il volume è impreziosito dalla prefazione di Mina Welby, che così scrive: “Questo libro fa conoscere una storia semplice ma allo stesso tempo complicata, raccontata senza pretese e con pudore. E’ l’evoluzione di uno spirito libero, chiuso in un corpo, in continua lotta per ottenere ancora uno spazio dove muoversi. Oltre al web dove può volare con il suo computer, azionato con gli occhi, ora c’è anche questo piccolo libro di un uomo schivo, non abituato a parlare di sé”.

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