Aversa

Anagrafe canina, la Lega difesa del cane: “Noi snobbati”

Emma GattoAVERSA. Parte con una coda polemica l’iniziativa annunciata alla stampa dal Movimento Animalista di Aversa che sabato, 18 giugno, sarà presente in piazza Municipio con l’unità mobile del servizio veterinario dell’Asl Caserta …

… per applicare il microchip e iscrivere all’anagrafe i cani padronali dei cittadini residenti nei comuni ricadenti nell’ambito della ex Asl Caserta 2. La Lega Nazionale per la Difesa del Cane che, secondo quanto comunicato anche con manifesti murali, avrebbe dovuto affiancare il Movimento Animalista non sarà presente.

“La ragione – spiega in una nota Emma Gatto, presidente e responsabile della sezione aversana del sodalizio – è che la Lega non è stata minimamente contattata per la manifestazione pubblicizzata, della quale ignora nella maniera più assoluta scopi e finalità. Di conseguenza non ha patrocinato né contribuito all’organizzazione dell’iniziativa stessa, né ha autorizzato l’uso del proprio nome e del proprio Logo per pubblicizzarla”. “Naturalmente – continua la nota – condividiamo la necessità del Movimento Animalista di dare impulso all’anagrafe canina della quale, come Lega Nazionale per la Difesa del Cane, siamo stati gli antesignani in Italia attivando l’applicazione del microchip già dal 1999”. “Ma – aggiunge Gatto – senza avere intenzione di fare polemiche né di tutelare l’uso non autorizzato del nome e del logo della Lega nelle sedi di competenza, siamo costretti a sottolineare che la mancata richiesta di collaborazione, ufficializzata però attraverso i diversi mezzi di comunicazione quali stampa, social network e manifesti murali, dai quali siamo stati informati ci impedisce di organizzare in poco più di ventiquattr’ore un gruppo di volontari per collaborare ad una iniziativa nella quale ci saremmo fatti coinvolgere con estremo piacere”.

“Del resto – continua la Gatto – l’impegno della Lega nella lotta al randagismo, di cui l’anagrafe canina con l’applicazione di microchip è un caposaldo, è noto da decenni”. “Cosicché – conclude – sarebbe stato doveroso per la Lega partecipare se solo ce ne fosse stata data la possibilità, coinvolgendoci nel progetto fin dalla partenza e non semplicemente a cose praticamente fatte. Usando il nome della Lega come garanzia di successo”.

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