Trentola Ducenta

Libera: “Il sindaco è diventato nemico dei bambini”

 TRENTOLA DUCENTA. Il coordinamento territoriale di Libera interviene sulla vicenda della Compagnia dei Felicioni ospitata nel bene confiscato alla camorra.

Riceviamo e pubblichiamo:

Dinanzi a dei bambini ai quali la vita ha riservato enormi difficoltà anche la persona più insensibile, prima di dire o fare qualsiasi cosa che possa danneggiarli, ci penserebbe su, non una ma miliardi di volte. A Trentola Ducenta sta accadendo il contrario. Il sindaco che di quei minori, ospitati dalla Comunità Capodarco, nella casa famiglia dei Felicioni in via Romaniello, sarebbe dovuto essere il primo difensore, è invece voluto diventare il primo nemico.

Disdicendo il contratto di comodato d’uso gratuito per l’utilizzo sociale del bene confiscato alla camorra, stipulato nel 2002, il primo cittadino di Trentola Ducenta non sta solo mandando a monte un’ottima pratica cittadina che la Compagnia dei Felicioni porta avanti da dieci anni, con tutte le carte in regola, visto che è unanimemente riconosciuta come una delle migliori esperienze di riuso sociale di un bene confiscato, tanto da essere inclusa e pubblicizzata anche nella recente campagna di comunicazione promossa dalla Regione Campania: “Sentirsi campani. Identità, sicurezza, inclusione”.

Il sindaco non sta solo mettendo pericolosamente in dubbio anni di lavoro sul fronte anticamorra che Libera, il Comitato don Diana insieme a tante altre associazioni del territorio hanno messo in campo puntando l’attenzione sui beni confiscati, creando un modello culturale diverso ed alternativo a quello camorristico fatto solo di sopruso, interessi e personalismi. Non sta solo agendo contro il buon senso civico ed umano, in base al quale dovrebbe salvaguardare ed implementare quello che di buono c’è nel territorio.

Il sindaco di Trentola Ducenta, con il suo atto che revoca la proroga di utilizzo del bene alla casa famiglia dei Felicioni, sta agendo contro quei bambini che in quella casa sono riusciti a trovare amore, comprensione e cure. Il provvedimento e le ultime gravi dichiarazioni rese dal sindaco Michele Griffo, vanno contro i nostri figli, contro il nostro futuro libero, contro la crescita cittadina, contro la solidarietà e contro la cultura della responsabilità cittadina. Ci è molto dispiaciuto dover apprendere che secondo il sindaco, la revoca della proroga di utilizzo del bene “fa perdere potere d’acquisto” alla Comunità di Capodarco di Trentola Ducenta.

Alle nostre orecchie, quelle parole, sono arrivate come una volgarità. Il sindaco ha detto che la Comunità Capodarco non è anticamorra e ci chiediamo allora cosa significhi per lui essere anticamorra. Non è forse costruire un domani migliore? Non è costruire, con azioni quotidiane, comunità alternative alle mafie? Non è realizzare una rete sociale di buone pratiche basata sulla condivisione dei principi? Non è evitare che la camorra possa mettere le mani su altri giovani?

Non è comportarsi da buoni cittadini, con doveri e diritti? E l’elenco sarebbe ancora lungo ma quel che è certo che anticamorra non è cacciare dei bambini, non è interrompere l’attività di una casa famiglia che ha sede in un bene confiscato e che già solo per questo andrebbe ringraziata e non accusata. Anticamorra è preoccuparsi di riutilizzare altri beni confiscati e non tarpare le ali ad una realtà che quel bene già lo sta utilizzando.

Accuse che rischiano di creare attorno alla Casa dei Felicioni un pericoloso isolamento, questo il sindaco lo ha capito? Ha compreso la gravità delle sue azioni e delle sue parole? E perché a tutela di questa straordinaria esperienza rappresentata dai Felicioni a Trentola Ducenta, ancora non udiamo l’urlo indignato della Politica e delle Istituzioni tutte? Questa, non è solo una notizia che merita di essere notizia. Questa è l’occasione che noi tutti abbiamo per rilanciare il nostro si all’anticamorra dei fatti, dell’impegno giornaliero, dei sacrifici personali e delle idee apertamente manifestate. Questa è l’opportunità per dire da che parte stiamo.

Consentire che il sindaco di Trentola Ducenta continui a pronunciare parole di astio contro la casa dei Felicioni vuol dire continuare a dare un cattivo esempio del buon amministrare. Vuol dire accreditare l’opinione e le azioni di coloro unicamente interessati a denigrare e delegittimare quel grande e significativo movimento anticamorra, fatto di persone, di uomini, donne e bambini. Il silenzio non è ammesso. Il silenzio, ora più che mai, è una colpa. Questa, è una battaglia prima di tutto di civiltà, di legalità. Libera, il Comitato don Diana farà di tutto a difesa di quei bambini, a difesa della Compagnia dei Felicioni la cui sede è e resterà in quel bene confiscato.

Alla comunità di Trentola Ducenta, chiediamo di schierarsi dalla parte della Casa dei Felicioni, senza paura. Lo chiediamo alla Provincia di Caserta, alla Regione Campania e all’Italia intera. La nostra è una battaglia di diritti, quelli che la camorra ci ha sempre negato e che anche in questo caso vengono messi in pericolo.

Continueremo a vigilare, a manifestare, a parlare, a denunciare fino a che non ci sarà più bisogno di farlo, perché vorrà dire che non saremo più in terra di camorra ma nelle Terre di Don Diana. Terre di libertà, di solidarietà e bellezza.

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