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Recale, il Pdl sul Puc: “Una corsa del ciuccio”

Lello PorfidiaRECALE. L’iter di approvazione del Puc, piano urbanistico comunale, di Recale ha conosciuto fasi di accesa discussione fra le parti in causa.

La minoranza consiliare ha più volte contestato i contenuti della proposta di Puc e non ne ha condiviso le modalità di approvazione. Sui tempi d’approvazione, che stanno per diventare biblici, è intervenuto il referente del Movimento Civico LiberaMente, Lello Porfidia: “Sapevamo che l’iter d’approvazione sarebbe stato piuttosto lungo ma, se andiamo a considerare i tempi morti fra un consiglio comunale e l’altro, il sospetto che ci sia un chiaro disegno diabolico di posticipazione, diviene molto forte. Dopo la scadenza dei termini di presentazione delle osservazioni, stiamo parlando di fine luglio 2010, i tempi di valutazione delle osservazioni da parte del tecnico, sono sembrati eccessivi.

La maggioranza ha sempre sostenuto che le osservazione fossero in numero limitato rispetto alla precedente proposta di Puc; ci siamo chiesti come mai il tecnico abbia impiegato sei mesi per valutarle. Giunti alla fase successiva, la discussione in aula consiliare delle osservazioni, dopo consigli comunali deserti o rinviati per vizi di forma, sembrava essere destinata a terminare in pochi giorni. Addirittura si è proceduto a tamburo battente con circa 30 ore continue di consiglio comunale, il 25 febbraio 2011, per discutere di circa 36 delle 42 osservazioni.

Questa corsa sfrenata, mirata a stremare un’opposizione che invece ha dimostrato di saper reggere il confronto, è stata poi smentita nel consiglio comunale successivo. Per discutere delle ultime sei osservazioni, hanno pensato di rinviare tutto al tecnico e convocare il consiglio dopo oltre un mese, dovendo rinviare tutto al tecnico. Ad inizio aprile hanno discusso di quattro osservazioni ed oggi, a distanza di quasi due mesi, siamo in attesa del consiglio sulle ultime due osservazioni. Le 30 ore di fila del primo consiglio sono così apparse come la ‘corsa del ciuccio’.

Il forte sospetto è che gli amministratori, resisi conto delle difficoltà di approvazione per incompatibilità e, temendo un’ennesima bocciatura da parte della Provincia, abbiano frenato bruscamente per giungere alle prossime elezioni amministrative con una proposta di Puc sul quale la Provincia non si sarà ancora espressa.

Vogliono riproporre un film già visto cinque anni fa; anche all’epoca il parere negativo della Provincia giunse dopo le elezioni. Questo confermerebbe che il Puc resta solo un argomento da campagna elettorale attraverso il quale fare promesse e puntualmente disattenderle per favorire gli amici, giungendo alle successive elezioni con un parere della Provincia ancora da ottenere”.

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