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A Recale nasce il coordinamento per il “Sì” ai referendum

Michele Lasco RECALE. È iniziata, a Recale, la volata per la maratona referendaria del 12 e 13 giugno. Giovedì sera, nella sede di ‘Cruna’, al civico 5 di via Santissimo Salvatore, è stato costituito un ‘Coordinamento Cittadino per il Sì ai Referendum’.

Hanno risposto all’appello dell’associazione ambientalista, tra gli altri, Franco Catrame, parroco della chiesa di Santa Maria Assunta, Lello Porfidia di Liberamente, Guido Pennacchietti di ‘Recale terra viva’, Daniele D’Angelo, responsabile del ‘Gruppo famiglie’ della chiesa di Santa Maria Assunta, Silvio Sorrentino del ‘Gruppo scout’, Eugenio Farina, Tonia Pinto e Rosaria D’Avino.

L’incontro è stato moderato da Michele Lasco (nella foto) e da Vincenzo De Angelis di “Cruna”. In sintesi, i quattro quesiti referendari riguardano la privatizzazione dell’acqua, la produzione di energia nucleare e il cosiddetto legittimo impedimento del presidente del consiglio dei ministri. Se vince il ‘sì’, l’acqua resterà pubblica, non si riprenderà la costruzione di nuove centrali e il signor Silvio Berlusconi, dinanzi alla legge, sarà trattato come un qualsiasi altro cittadino.

La campagna di sensibilizzazione decisa dal coordinamento inizia oggi (28 maggio) e proseguirà fino al 10 giugno, con attività di volantinaggio, istallazioni di gazebo informativi nelle piazze di Recale, incontri e dibattiti con la cittadinanza.

«Dopo aver contribuito al raggiungimento di oltre un milione e quattrocentomila firme necessarie alla realizzazione dei referendum, – dice Lasco – ci aspetta ora la sfida più ardua: quella di convincere il maggior numero di cittadini a recarsi alle urne il 12 e il 13 giugno. Il voto ai referendum è uno dei momenti più alti per una democrazia, in quando ci consente di decidere in modo diretto, attraverso il voto, il nostro futuro. Un diritto costituzionalmente garantito – argomenta il portavoce di ‘Cruna’ – che il Governo sta cercando di ostacolare, mettendo in atto ogni mezzo per evitare il raggiungimento del quorum. Per impedire che ciò accada dobbiamo essere in tanti a impegnaci nella campagna referendaria e, se possibile, fare fronte comune per dare più vigore alle ragioni dei “sì”. La nascita di un coordinamento si muove in questa direzione e dimostra che a Recale, – conclude Lasco – nonostante tutto, esiste una sensibilità collettiva che supera i recinti della politica».

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