Maddaloni - Valle di Maddaloni

Santa Messa in ricordo di Don Salvatore D’Angelo

 MADDALONI. E’ stato il vescovo di Caserta Pietro Farina, a celebrare, presso la Sala Chollet della Fondazione Villaggio dei Ragazzi, la Santa Messa in ricordo di don Salvatore d’Angelo, fondatore e primo presidente dell’Istituzione maddalonese.

Sono trascorsi esattamente undici anni dalla scomparsa del sacerdote che nel lontano 1947, dopo le macerie della Seconda Guerra Mondiale, diede inizio alla grande Opera del Villaggio dei Ragazzi, dedicando tutta la sua vita all’assistenza e alla difesa dell’infanzia abbandonata. Oggi, il Villaggio, nel rispetto della volontà di Don Salvatore, è gestito dai Legionari di Cristo e, sotto la guida del Presidente, Padre Miguel Cavallè, continua ad essere, sempre più, un vero e proprio Polo socio-assistenziale-educativo ed istruttivo di Eccellenza dell’intero territorio campano.

Presenti alla cerimonia gli allievi ed ex allievi del Villaggio e tantissime autorità politiche, civili, militari e religiose: il Prefetto di Caserta, Ezio Monaco, il Presidente della Provincia, On. Domenico Zinzi, il Presidente del Consiglio Regionale della Campania, On. Paolo Romano, il Sindaco di Maddaloni, Antonio Cerreto, il Sindaco di Caserta, Pio del Gaudio, il Comandante della Scuola di Commissariato di Maddaloni, Brigadiere Generale Francesco Sansone, i consiglieri regionali Angelo Consoli e Angelo Polverino, il capitano dell’arma dei carabinieri di Maddaloni, Giorgio Broccone, il Comandante della Guardia di Finanza di Marcianise, Giovanni Esposito. Il Vescovo Farina, inoltre, ha inaugurato nella stessa giornata i nuovissimi locali situati all’interno del Villaggio destinati all’Associazione “Ex Allievi”.

“Sono orgoglioso – commenta Padre Miguel Cavallè – di aver messo a disposizione una sede per gli ex allievi del Villaggio, in quanto rappresentano la storia della Fondazione. Al Villaggio dei Ragazzi – ha proseguito Farina – c’è ancora tanta storia da scrivere e nuovi traguardi da raggiungere: la programmazione sarà l’arma principale per continuare nel solco della grande tradizione voluta da don Salvatore”.

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