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Yara, autorizzati i funerali. Dopo sei mesi nessun colpevole

Yara GambirasioBERGAMO.Dopo tre mesi dopo il ritrovamento del cadavere, si avvicina la data dei funerali di Yara Gambirasio, la ragazzina di Brembate Sopra (Bergamo) rapita il 26 novembre, uccisa e abbandonata in un campo di Chignolo d’Isola (Bergamo).

Le analisi della dottoressa Cristina Cattaneo sono terminate e il pubblico ministero Letizia Ruggeri ha concesso il nullaosta alle esequie. È una notizia che i familiari della ragazzina, che proprio oggi avrebbe compiuto 14 anni, stavano aspettando da settimane. Yara tornerà a Brembate Sopra nei prossimi giorni; una camera ardente sarà allestita nella piccola chiesa della casa di riposo. I funerali saranno celebrati nella palestra del centro sportivo, il luogo dove la tredicenne è stata vista per l’ultima volta.

La data sarà fissata nelle prossime ore, ma pare quasi certo che le esequie saranno celebrate sabato 28 maggio: “Ne stiamo ancora parlando con il parroco e la famiglia, non c’è nulla di definitivo – ha detto il sindaco Diego Locatelli – Aspettiamo, tra l’altro, di sapere quando la salma arriverà in paese. Ci stiamo organizzando, affinchè tutto sia gestito nel migliore dei modi e per i funerali stiamo cercando un momento che sia favorevole per tutti”.

Sul fronte delle indagini, il 27 maggio scadranno i tre mesi concessi al medico legale per la consegna della relazione definitiva sull’autopsia. Ciò non vuol dire, però, che gli esiti delle analisi di laboratorio arriveranno tanto presto. È probabile, proprio per la complessità delle analisi effettuate, che ci vorrà ancora del tempo, prima di conoscere le conclusioni della dottoressa Cattaneo e della sua equipe.

Ad oggi non si sa ancora come Yara sia stata uccisa, nè dove e con quale arma. Manca un movente e, soprattutto, mancano i sospettati. Tra gli elementi in mano agli investigatori ci sono due dna trovati su un guanto della ragazzina, che sono già stati comparati, senza esito, con quelli di duemila persone.

Potrebbero essere tracce biologiche lasciate dagli assassini, oppure da altri, di cui però si ignora l’identità. Di certo non sono dei familiari di Yara, nè di amici, parenti o conoscenti della ragazza o dei suoi genitori. Non sono neppure dei lavoratori del cantiere di Mapello (Bergamo), dove le ricerche si sono concentrate per settimane, e neanche delle centinaia di persone chiamate dagli inquirenti, solo perchè il loro cellulare agganciava le cellule telefoniche di Brembate e Chignolo nel giorno e nell’ora della scomparsa di Yara.

Intanto questa mattina, nel corso della celebrazione del 159mo anniversario di fondazione della Polizia di Stato, il questore di Bergamo Vincenzo Ricciardi ha ricordato il caso di Yara: “Lavoriamo con rinnovata energia per rispondere ai tanti perchè ancora irrisolti e per assicurare alla giustizia colui o coloro hanno fatto questo – ha detto – A questi individui noi diciamo: non ci fermeremo. Questa è una promessa che dobbiamo ai genitori di Yara, ai suoi fratelli e ai suoi nonni”.

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