Italia

Silvio in aula per il caso Mills. Briatore: “Mills ci ha ingannato”

 MILANO. Puntuale, come ogni lunedì, il premier Silvio Berlusconi si è presentato in Tribunale, a Milano, per rispondere, nel Processo Mills, dell’accusa di corruzione in atti giudiziari per un presunto versamento di 600 mila dollari all’avvocato inglese David Mills che, in cambio, avrebbe reso testimonianze reticenti in due procedimenti.

Il Cavaliere dopo aver salutato i suoi legali, si è seduto in prima fila senza lasciare nessuna dichiarazione, visto il clima di campagna elettorale. Il premier infatti ha rispettato la regola di non lasciare dichiarazioni essendo candidato nella lista del Pdl a fianco di Letizia Moratti: “Non dico nulla, sto in silenzio elettorale”, ha detto durante una pausa del processo. E ha poi aggiunto sorridendo: “Non mi fido di voi, ho la massima sfiducia nella situazione informativa”. A questo punto il pubblico ministero Fabio De Pasquale ha chiesto al premier di non fare dichiarazioni all’interno dell’aula del Tribunale.

Silvio si è poi intrattenuto a chiacchierare con alcuni carabinieri e ha stretto la mano a due cancelliere, mentre i giudici si sono ritirati in camera di consiglio per decidere su una questione tecnica. Il premier è arrivato in Tribunale alle 10 ed è andato via alle 13: dopo due ore in tribunale, Berlusconi ha lasciato l’aula senza nemmeno salutare i pochi sostenitori che l’attendevano come sempre fuori la maxi aula della Corte D’Assise D’Appello, intonando cori come “Silvio, Silvio” a sostegno del premier. Dall’altra parte della strada, invece, una decina di oppositori hanno sollecitato Berlusconi alle dimissioni, con uno di loro che ha urlato all’indirizzo del premier: “Vergogna, sei un evasore”.

Nel corso dell’udienza è stato ascoltato anche l’ex manager di F1, Flavio Briatore, che ha testimoniato raccontando che tra il ’96 e il ’97 aveva chiesto all’avvocato Mills di mettergli a disposizione una società “vuota” dove mettere i soldi liquidati dalla Benetton per la sua uscita dalla casa automobilistica. “Ci ha sorpreso però – ha chiarito – che nello stomaco della società c’erano già degli asset di Mills, che lui non aveva dichiarato a noi”. Secondo la ricostruzione dell’accusa, i 600mila dollari che Mills avrebbe ricevuto da Silvio Berlusconi per le testimonianze reticenti in due vecchi processi, sarebbero transitati proprio attraverso la società costituita per conto di Briatore, chiamata Struie, verso un conto della banca Cim di Ginevra.

“Tutti i nostri problemi – ha spiegatoBriatore – nascono dalla società Struie, perché Mills non ci ha detto la verità, poi sono seguiti i miei interrogatori con il pm e la cattiva pubblicità mediatica”. Briatore ha raccontato inoltre, rispondendo a una domanda del pm, di aver saputo che nel 2005 Mills avanzò una richiesta di prestito alla stessa società Struie. “Dopo anni di silenzio, visto che noi con lui non avevamo più rapporti – ha concluso Briatore – è stata una cosa che ha stupito tutti i miei collaboratori”. In base alla decisione del Collegio giudicante, Briatore potrebbe tornare in aula citato questa volta dalla difesa.

Per Ghedini, il legale del premier,è questo un passaggio fondamentale: “Per noi – ha detto il legale di Berlusconi in aula -è importante sentire Briatore subito dopo che sono esauriti i testi dell’accusa, in particolare per quanto riguarda i suoi rapporti con Berlusconi”. Inoltre, “ove Berlusconi dovesse rendere un esame, cambierebbe il quadro”.

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