Italia

Ministeri al Nord, Bossi fa una pernacchia a Formigoni

la pernacchia di BossiMILANO. A chi gli chiedeva un commento sulla presa di posizione del governatore lombardo Roberto Formigoni contro il decentramento, a Milano, di alcuni ministeri, il leader della Lega Umberto Bossi ha risposto alla “napoletana”, con una pernacchia.

E Formigoni rimanda al mittente il gesto: “Lo stesso vale per la Lega, che se è al governo in Lombardia e nel Paese lo deve ai voti del Pdl. Siamo ancora e lo saremo sempre – ha aggiunto il governatore – il partito più importante della Lombardia e d’Italia”. Formigoni ha comunque sottolineato che il suo rapporto con il Senatùr è “ottimo”, spiegando di “aver già segnalato a Bossi che ci sono altre priorità più importanti dello spostamento dei ministeri: una questione di cui si parla da tanti anni e che non è stata realizzata”.

Intanto, da Roma continua a tuonare il sindaco Alemanno e un po’ tutto il Pdl romano è in crisi per la proposta di trasferimento a Milano di qualche ministero come ha promesso il premier Berlusconi a Bossi. Gli annunci della Lega sul trasferimento dei ministeri al Nord sono “balle surreali”, che Roma “non accetterà mai”. Il sindaco della Capitale Gianni Alemanno sottolinea il suo no allo spostamento dei dicasteri ed esprime l’esigenza di “un chiarimento politico”. Anche la governatrice del Lazio, Renata Polverini, interviene sulla vicenda: “Ci vedremo sicuramente in settimana con Berlusconi. In questi giorni siamo molto presi dai ballottaggi cercheremo di far coincidere la necessità di essere presenti in campagna elettorale con un chiarimento che Roma e il Lazio si aspettano. Intanto mi pare che rispetto a come era montata la questione ieri mattina, ieri pomeriggio c’è stato già un ridimensionamento ma credo che comunque un chiarimento sia necessario”.

ALFANO: “SU MINISTERI NON SI ROMPERÀ L’ESECUTIVO”. “Il presidente del Consiglio troverà una soluzione sulla vicenda dei ministeri, non mi pare una vicenda sulla quale si rompe un governo. C’è una coalizione che sta ben governando il Paese da tre anni”,ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano.

CASTELLI: “NON E’ SPOT ELETTORALE”. La proposta di trasferire alcuni ministeri al Nord “non è uno spot elettorale, non è un coniglio tirato fuori dal cilindro in vista del ballottaggio, è una proposta che la Lega sta elaborando da tempo ed è completamente slegata dalla questione del ballottagio”. Lo ha dichiarato il viceministro alle infrastrutture Roberto Castelli.

MOZIONE IN CAMPIDOGLIO.

“In occasione della seduta di oggi dell’Assemblea Capitolina presenteremo una mozione che esprime la netta contrarietà del Comune di Roma alla proposta del Governo Berlusconi di procedere al trasferimento di sedi ministeriali”,hanno affermato Umberto Marroni e Fabrizio Panecaldo, capogruppo e vicecapogruppo Pd Roma Capitale.

OPPOSIZIONE. “L’Istat oggi fotografa una situazione a dir poco allarmante circa la condizione economica e sociale del Paese. L’Italia è alla paralisi e c’è un governo concentrato solo sui problemi del presidente del consiglio e a moltiplicare sottosegretari e spostare ministeri”. Lo afferma Rosy Bindi del Pd. “Il governo gioca a risiko e pensa di spostare i ministeri da un posto all’altro come fossero pedine di un gioco di società. Una promessa da campagna elettorale effimera che ha il solo risultato di spaccare una maggioranza già divisa su tutto”,dice il presidente del gruppo Idv alla Camera Massimo Donadi.

SACCONI E BRUNETTA. “Mi sembra sia una tempesta in un bicchier d’acqua perchè le sedi dei ministeri sono ovviamente nella Capitale e che poi ci possono essere Dipartimenti, dislocazioni periferiche, già ci sono”, sostiene il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Mentre per il ministro Renato Brunetta lo spostamento di alcuni ministeri “è fattibilissimo”. “Penso che con il federalismo la riorganizzazione dello Stato sia inevitabile, come avvenuto quando sono state istituite le Regioni”.

STORACE: “LA LEGA HA GIOCO FACILE”. “Questa storia dei ministeri – dice Francesco Storace de La Destra – non è la prima volta che riciccia. Capitò anche quando ero presidente di Regione io. Ma non se ne fece nulla. Allora la destra era organizzata in un grande partito di governo, Alleanza Nazionale, e nessuno potè pretendere alcunchè. Ora che quel partito non c’è più, ora che Fini ha provocato la diaspora della destra italiana, è più facile il gioco della Lega”.

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