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Milano, Berlusconi scarica la Moratti. Sallusti: “E’ debole”

Silvio Berlusconi e Letizia MorattiROMA.Il premier Silvio Berlusconi avrebbe scaricato su Letizia Moratti le responsabilità della disfattadel Pdl al primo turno delle elezioniamministrative aMilano.

Una della cause sarebbela scelta dei candidati, avrebbe detto il premier facendo un’analisi del voto nel corso dell’ufficio di presidenza del Pdl. Il presidente del Consiglio avrebbe ha poi ritenuto che non si doveva caricare di significato politico il voto amministrativo, dimenticando, forse, che è stato lui a rendere il turno amministrativo come una sorta di “referendum” sulla sua persona.

VERTICE DEL PDL.Riunione dell’ufficio di presidenza del Pdl a palazzo Grazioli e presieduto da Berlusconi. Al centro dell’incontro l’azione dell’esecutivo nei prossimi due anni di legislatura e in particolare il rilancio delle riforme. Sono entrati a Palazzo Grazioli, oltre ai membri dell’ufficio di presidenza, gli ex ministri Claudio Scajola e Antonio Martino. All’ufficio di presidenza del PdL partecipa anche la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, da poco giunta a Palazzo Grazioli.

SALLUSTI: “COLPA DELLA MORATTI”. Il direttore del quotidiano “Il Giornale”, Alessandro Sallusti, ha rilasciato un’intervista alla rivista “Vanity Fair” in cui si è soffermato sul ballottaggio di Milano, sul presidente Berlusconi e sui rapporti con il collega Vittorio Feltri. Sallusti ha affermato che nessuno ha il coraggio di rinfacciare al sindaco uscente Letizia Moratti la disfatta al primo turno elettorale amministrativo, precisando che tutti sapevano che partiva dal 40%. “Sicuramente è un candidato debole. – ha detto Sallusti sul conto della Moratti – Negli ultimi sei mesi non ho incontrato una persona di centrodestra disposta a votarla. Ha visioni, penso all’urbanistica e all’Expo soprattutto, che la gente non capisce. Troppi cantieri non finiti, troppe cose fatte solo per le minoranze: le piste ciclabili, per esempio. Si era anche pensato alle alternative: Confalonieri era forse la più forte”. E a chi lo taccia di essere il suggeritore dell’attacco in tv a Pisapia risponde: “Chi mi accusa non conosce i miei rapporti con il sindaco uscente, e soprattutto non conosce lei: non ascolterebbe mai un mio consiglio. Prima del gennaio scorso, quando mi invitò per un caffè a Palazzo Marino, non la conoscevo neppure. Qualche giorno dopo mi telefona: ‘Guarda, direttore, forse possiamo darci del tu’. Ecco, lì ho capito che era davvero in difficoltà, perché se una così scende dal piedistallo e si abbassa a dare del tu a uno che le sta evidentemente sui coglioni…”. Il giornalista ha aggiunto senza peli sulla lingua che nessuno osa dire che il presidente Berlusconi ha sbagliato a dare ai giudici dei brigatisti o a fare i comizi sotto il palazzo di Giustizia.

ESPOSTO DI PISAPIA CONTRO “FALSI ROM”. È stato presentato intanto alla procura di Milano l’esposto denuncia annunciato ieri dal candidato sindaco del centrosinistra a sindaco di MilanoGiuliano Pisapia che riguarda una serie di episodi ritenuti di diffamazione e “scorrettezze” che si sono verificati in questi ultimi giorni di campagna elettorale. In particolare nell’esposto, depositato da un legale che rappresenta Pisapia, si segnalano gruppi di persone, “figuranti”, che travestiti da zingari o da persone povere o straniere, si spacciano per persone dei Comitati di Pisapia e diffondono volantini che riguardano la campagna elettorale del candidato sindaco del centrosinistra. Pisapia ieri aveva parlato di “una campagna organizzata di diffamazione” a base di finti zingari che girano per Milano distribuendo volantini falsi pro-Pisapia e uomini vestiti da operai che, in diversi quartieri, prendono delle misure dicendo che sono per costruire la nuova moschea. Dopo che già alcuni giorni fa il leader di Sel, Nichi Vendola, aveva parlato di finti zingari, ieri il candidato sindaco del centrosinistra a Milano ha rincarato la dose annunciando l’esposto contro quelli che definisce “veri e propri reati”. “C’è una regia e una strategia” dietro i falsi zingari in giro per Milano e i finti operai che dicono di prendere le misure per la nuova moschea, ha detto Pisapia. Il candidato sindaco del centrosinistra ha parlato di fatti “di una gravità incredibile che non possono derivare da una iniziativa personale”. “Dietro – ha aggiunto – c’è una regia, c’è una strategia che è quella di infangare la mia immagine e, quello che più mi preme, di infangare la coalizione, il mio programma e il futuro di Milano”.

DROGHE LEGGERE, “ALLARME” DI GIOVANARDI. “Il mio è un grido d’allarme, affinché tutto quello che è stato fatto non venga contraddetto da dichiarazioni e programmi che si muovono in direzioni opposte al Dipartimento antidroga. Mi riferisco ai candidati sindaci di Milano e Napoli. Purtroppo in dichiarazioni scritte De Magistris a Napoli e Pisapia a Milano hanno parlato di liberalizzazione delle droghe leggere e di diversificazione tra sostanze leggere e pesanti”, ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al contrasto delle droghe, Carlo Giovanardi, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Giovanardi ha sottolineato che queste “due proposte vanno esattamente nella direzione di ridurre la disapprovazione sociale, che è indispensabile per arginare il fenomeno della droga specialmente tra i giovani. Sono dichiarazioni completamente in controtendenza con il lavoro fatto dal Dipartimento in questi anni” che ha portato a un calo dei consumi. Secondo il sottosegretario “la liberalizzazione delle droghe leggere comporta inoltre un aumento del consumo delle droghe pesanti e favorisce le attività criminali come mafia, camorra e ‘ndrangheta, che prosperano anche grazie la distribuzione di sostanze illegali”.

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