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Melania Rea, parla l’amante del marito: “Voleva lasciare sua moglie”

 ASCOLI. Le indagini per la morte di Carmela Melania Rea sono ritornate alla Procura di Teramo in quanto i riscontri del medico legale e altri accertamenti avrebbero ormai acclarato che la donna sia stata uccisa a Civitella, nel teramano, e non a Colle San Marco, luogo da cui la 29enne sarebbe scomparsa.

Questa è l’unica certezza che può essere ritrovata in questo delitto che a quasi un mese dalla sua esecuzione ha ancora troppi lati oscuri da chiarire. Un delitto che, stando a quando mostrano le indagini in corso, mostra, per le dinamiche attraverso cui è stato compiuto che la vittima sia salita volontariamente sull’auto del suo assassino. Al momento la pista vagliata resta il delitto passionale, come dimostrano le vicissitudini personali che tenevano banco tra Salvatore Parolisi, e sua moglie Melania. Per adesso, il marito della vittima non è stato ancora inserito nel registro degli indagati, ma i sospetti su di lui aumentano dal momento che è stata acclarata la sua relazione extraconiugale con una delle sue allieve. Il caporal maggiore dell’esercito dovrà chiarire agli inquirenti tutti i punti oscuri che ruotano ancora intorno alla vicenda: fino ad ora Parolisi non ha preso materialmente contatto con gli investigatori, ma ha fatto solo sapere attraverso gli organi di stampa di essere pronto a dare risposte e “a fare domande”.

Non si sa se il militare si presenterà con un avvocato, perché non essendo indagato potrà scegliere se presentarsi o meno con un legale. Intanto continuano gli accertamenti sul corpo della vittima che non ha ancora avuto degna sepoltura: le esequie per il delitto di Melania Rea erano state fissate per lo scorso 26 aprile, ma pare che solo alla fine della settimana il corpo potrebbe essere restituito ai familiari della vittima. I funerali saranno svolti a Somma Vesuviana, paese natale della vittima. La famiglia perfetta, tanto acclamata in realtà non esiste perché anche dietro questa si celavano vecchi scheletri, che Salvatore, avrebbe volutamente tener nascosto. Salvatore aveva infatti un’amante, una sua ex allieva, soldatessa di 27 anni, che avrebbe testimoniato l’esistenza della loro relazione continuata anche una volta scoperta da Melania. “Mi sono sentita presa in giro da Salvatore, perché lui a me diceva certe cose e, invece, magari sono stata una delle tante”, avrebbe detto la soldatessa.In undici ore di interrogatorio in caserma a Lecce, la donna ripercorre la storia e nelle sue parole il dubbio di essere stata ingannata da Parolisi si mescola con il desiderio di difenderlo ancora. C’e’ anche un passaggio che riguarda i coltelli che le soldatesse sono solite regalare ai loro istruttori a fine corso. I carabinieri nei giorni scorsi hanno sequestrato tre lame in un’armeria di Ascoli: “Lui mi aveva pure raccontato che a volte e’ successo che agli istruttori regalino un coltello, ma non a lui, ad altri istruttori, a lui mai. Se pureè stato vero, come diceva a me, che si voleva separare – avrebbe detto durante l’interrogatorio -, sicuramente a Melania non avrebbe detto che si separava per un’altra donna, ma perche’ non andavano piu’ d’accordo. Mai le avrebbe detto ti lascio per un’altra persona perche’ comunque le voleva bene e non voleva farla soffrire, questo e’ sicuro. Uno non aspetta il giorno di andare via per dire alla moglie che la sta lasciando”.

Lei e Parolisi si sarebbero sentiti anche nei giorni in cui si consumava la tragedia della Rea. La soldatessa, originaria di Sabaudia, nel Lazio, passata da Ascoli a Roma,è ora di stanza a Lecce per un corso di specializzazione. Parolisi aveva chiesto un trasferimento da Ascoli, che gli sarebbe stato concesso a breve, anche se non aveva ancora ricevuto il preavviso dallo Stato maggiore dell’esercito. Normale avvicendamento, ma sembra che avesse indicato come destinazione Sabaudia. L’ultima volta si sarebbero visti a gennaio. Salvatore, la cui versione sulla scomparsa della moglie presenta lacune e discordanze di tempi, di questa relazione clandestina aveva parlato con gli inquirenti in maniera piuttosto sbrigativa. Ne aveva fatto cenno, liquidandola come “una scappatella di breve durata, una cosa lontana…”. A sentire la sua amante, non è affatto così. La donna, che il giorno della scomparsa di Melania si trovava in caserma a Lecce, ha squadernato di fronte agli inquirenti il racconto di “un amore vero, importante”, la storia di due persone che progettano una vita insieme. “Melania – ha affermato la soldatessa- sapeva della nostra relazione e aveva capito benissimo che non era la solita avventura. Mi ha telefonato due volte, cercando di convincermi a lasciar perdere suo marito…”. Quale sarà la versione attendibile?

Ovviamente Salvatore vuole preservare la sua immagine e non ne va molto fiero delle sue relazioni extraconiugali: avrebbe mai detto a sua moglie che l’avrebbe lasciata? Ma la soldatessa amante di Salvatore continua nel suo racconto e assicura che “anche quando eravamo lontani – ha detto la soldatessa -, ci sentivamo di continuo”. La soldatessa descrive Salvatore come “un uomo innamorato, pronto a lasciare Melania, anche dopo che è nata la bambina”. Il caporal maggiore aveva chiesto e ottenuto il trasferimento dalla caserma “Clementi” di Ascoli a quella di Sabaudia, città dove risiede l’amante. La partenza era prevista a breve, ai primi di giugno. Da qui, l’insistenza di Francesca perché l’uomo chiarisse una volta per tutte la situazione con la moglie. Salvatore avrà raccontato la sua verità a Melania? E se lo avesse fatto quale è stata la reazione di Melania? I due, a sentire Salvatore, si trovavano a Colle San Marco per una scampagnata. “Poi Melania è andata in bagno e non l’ho più vista…”, ha raccontato il militare. Ma non ci sono conferme. Prima che l’uomo desse l’allarme sono passati almeno 50 minuti. Il cadavere della donna è ricomparso due giorni dopo in una pineta spesso utilizzata dai militari per le esercitazioni. Salvatore, mentre gli inquirenti cercavano tracce e reperti, ha sentito l’urgenza di far sapere che “in quel luogo mi sono appartato con Melania 10 giorni prima della scomparsa”. Poi è partito per Somma Vesuviana da dove continua a ripetere “di non aver nulla da nascondere”. A giorni sarà risentito dai magistrati di Ascoli. Michele, fratello di Melania, gli crede: “L’ho guardato negli occhi: prova il nostro stesso dolore…”.

A sentire gli amici e i conoscenti della vittima, Melania avrebbe raccontato delle scappatelle di suo marito, tanto che avrebbe confidato a Suor Ettorina, che vive a Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, paese d’origine della vittima, dichiara: “Un mese fa Melania mi aveva confidato che per il prossimo anno avrebbe iscritto la sua bambina, che oggi ha 18 mesi, all’asilo nido di Somma Vesuviana”. Melania quindi voleva ritornare a casa? Perché mai questo gesto se erano la famiglia perfetta? “Sto troppo male per la morte di mia moglie e devo occuparmi di mia figlia”, risponde Salvatore al telefono dalla casa dei genitori a Fratta Maggiore, nel Napoletano. Altro papà a parlare è quello di Melania: “Sì abbiamo sentito delle dichiarazioni della soldatessa, ma non ci interessano – esordisce Gennaro Rea, anch’egli militare, nell’Aereonautica -. In questo momento abbiamo altri pensieri. Salvatore, già giorni fa, ci aveva detto che era una avventura finita, che voleva bene a nostra figlia”. E aggiunge: “In questo momento non mi sembra il caso di discutere con mio genero di queste cose. Abbiamo estrema fiducia nei magistrati e nei carabinieri. Sanno loro cosa fare e cosa chiedergli”. Dove è la verità? Chi ha ucciso Melania?

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