Italia

Lecco, cittadinanza onoraria alle “Volòire”

 LECCO. Al Centro Sportivo Bione, sul campo da Rugby della Città di Lecco, si è svolta la celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, magnificamente organizzata dal lecchese Generale Giuseppe Campa.

In questa fausta occasione la città di Lecco ha fortemente voluto conferire la Cittadinanza Onoraria al Reggimento Artiglieria a Cavallo, le celeberrime “Volòire”, guidate dal 76° Comandante Colonnello Valentino de Simone, a capo anche della magnifica caserma “Santa Barbara” di Milano. Quindi, grande festa, alla presenza del Prefetto Marco Valentini e del Sindaco Virginio Brivio e delle più alte autorità militari e civili della città e della provincia. Durante la cerimonia sono stati resi gli onori al Gonfalone della Città di Lecco, decorato con Medaglia d’Argento al Valor Militare e allo Stendardo del Reggimento, decorato con una Medaglia d’Oro, cinque Medaglie d’Argento, una Medaglia di Bronzo al Valor Militare e una Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica.

Sul campo hanno sfilato le rappresentanze della Croce Rossa Militare, dell’Unuci, dei Paracadutisti e degli Artiglieri in congedo. La manifestazione è stata brillantemente accompagnata dalle note del Corpo musicale Santa Cecilia di Valbrona. Tutta la cerimonia è stata scaldata da tanti applausi spontanei, indirizzati alla bellissima Sezione Storica delle Batterie a Cavallo, per l’occasione in uniforme risorgimentale, ai bravissimi paracadutisti lecchesi ed alle bandiere e Gonfaloni che hanno sfilato, accompagnati dal toccante canto Fratelli d’Italia, che ha molto commosso civili e militari. Era inevitabile rievocare ricordi intimi legati a un sincero e indelebile dolore per i soldati che non hanno esitato a sacrificare la propria vita in nome della pace e della giustizia tra i popoli. Sono stati resi gli onori al Prefetto di Lecco Marco Valentini, massima autorità presente.

Il sindaco Brivio, nel suo breve quanto sentito discorso, dopo aver rivolto i suoi saluti al Reggimento Artiglieri a Cavallo e alle Associazioni d’Arma, ha affermato che nel 2011 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fortemente voluto celebrare questa ricorrenza per un forte risveglio della nostra Nazione. “Sono orgoglioso di dare la Cittadinanza Onoraria al Reggimento a Cavallo – dice il Sindaco – che ha dato prova di grande coraggio in tutte le campagne d’indipendenza. Ad affermarlo è il suo Stendardo ricco di storia, pertanto, simbolo di questo coraggio. Inoltre, a questo Reggimento si deve la prima importante forma d’ippoterapia per disabili”.

 Ha poi preso la parola il Prefetto di Lecco Marco Valentini che si è associato alle parole del Sindaco, elogiando il processo unitario: Italia e Libertà. Ha ricordato il processo e gli eventi che hanno portato all’Unità d’Italia e la scelta di onorare la divisa come simbolo di rinascita e apprezzamento del valore delle Forze Armate. “La difesa della Patria – dice il Prefetto – è un sacro dovere. In una lettura in chiave moderna, le Forze Armate sono da supporto alla sicurezza e alla tutela degli obiettivi sensibili. Voglio ringraziare il generale Giuseppe Campa e tutti coloro che si sono impegnati per la realizzazione di questa importante cerimonia che ci vede tutti uniti”.

Il Prefetto e il Sindaco hanno poi espresso le loro congratulazioni al Colonnello Valentino de Simone, Comandante del Reggimento Artiglieria a Cavallo, nelle cui mani hanno consegnato la targa d’argento con incisa la motivazione della cittadinanza onoraria. Al suono del Silenzio, mentre il campo era attraversato da un cavallo scosso, cioè dal cavallo che ha perduto il suo cavaliere, viene data lettura della commovente preghiera dell’Artigliere da parte della Medaglia d’Argento Giuseppe Faccinetto, decorato sul fronte nord africano nella Seconda guerra mondiale.

La Cerimonia è proseguita con il carosello della Sezione Storica delle Batterie a Cavallo, che ha reso gli onori finali al Prefetto di Lecco, e uno spettacolare lancio di tre paracadutisti lecchesi. Al termine, tutti si sono complimentati con il Generale Giuseppe Campa, organizzatore di tale e importante manifestazione, il quale, anche se molto stanco, ancora aveva energie da spendere in sorrisi e strette di mano.

Devo proprio affermare che il Generale Giuseppe Campa, che io affettuosamente chiamo “Generalone”, è un grande Generale per capacità, per bontà e per sensibilità. Avvicinandomi a Lui, gli pongo un paio di domande:

Caro Generale, è soddisfatto dell’esito della cerimonia? “Direi entusiasta … Un complimento vivissimo agli attori della cerimonia. Sono stati tutti bravissimi. Un grazie fortissimo a Sua Eccellenza il Prefetto di Lecco, Dott. Marco Valentini che sta seguendo queste cerimonie dei 150anni con grande passione e competenza, al sindaco di Lecco Virginio Brivio e a tutta la giunta per l’immensa disponibilità, al Colonnello Valentino de Simone, comandante del Reggimento Artiglieria a Cavallo che, quando ho lanciato l’idea, ha espresso subito risposta positiva e ha fornito un’eccezionale collaborazione. Vorrei ringraziare anche il responsabile del campo sportivo del Bione, sig. Alberto Grimoldi che ha messo a disposizione l’impianto sportivo, presentandolo in maniera perfetta e ad Assoarma per il grande appoggio che ha fornito”.

Se tornasse indietro, rifarebbe ancora la carriera militare? “Certamente rifarei la carriera militare. Da ragazzino è stata una mia libera scelta perché nell’intenzione della famiglia dovevo fare il medico. Nessun rimpianto, la mia professione mi ha riempito di tante soddisfazioni e gioie. Un piccolo rimpianto o sassolino: riprenderei le tante tradizioni militari che ormai stanno pian piano sparendo. Solo un pensiero: le nostre serate di gala nelle feste di corpo, si passava spesso, nella stessa giornata, dalla tuta mimetica, a volte piena di fango ed acqua, alla scintillante uniforme da sera..che emozione …”. Lasciato il Generale Campa, come tutti, sono andata a complimentarmi con il Comandante il Reggimento Artiglieria a Cavallo, colonnello Valentino de Simone, ma anche per chiedergli che cosa rappresentava per Lui un’onorificenza così importante.

Quanto è importante e quale valore ha quest’onorificenza per l’Esercito? “E’ importantissima, perché testimonia ancora una volta la vicinanza e l’affetto delle genti di Lombardia alle Batterie a Cavallo”.

 Mi può parlare della storia del Suo Reggimento e quale importanza ha avuto nell’Unità d’Italia? “Il Reggimento delle Vòloire, anche conosciute come “Batterie a Cavallo”, è un’unità storica dell’Esercito. Possono a ragione considerarsi, assieme a pochissime altre unità, delle vere protagoniste dell’Unità avendo preso parte a tutte le campagne risorgimentali, i due conflitti mondiali e, più recentemente, a tante missioni in territori oltremare. Voglia apprezzare questa curiosità: le Batterie furono istituite in Piemonte, a Venaria Reale l’8 di aprile del 1831, da una… Borbone di Napoli! Parliamo, infatti, della reggente del Regno di Sardegna Maria Cristina di Borbone-Napoli. Già nel 1861, raggiunta l’Unità, le Batterie si spostano in Milano dove, il primo novembre del 1887, furono elevate al rango di Reggimento. Da allora, siamo sempre rimasti di casa nella città ambrosiana, cui ogni Artigliere a Cavallo è intimamente legato”.

Dalla Sua espressione noto che è orgoglioso e fiero di comandare uno dei Reggimenti più antichi che, come ha appena detto, è nato prima ancora della stessa Unità d’Italia, che ha combattuto tutte le guerre d’indipendenza, pertanto, ora mi può parlare della Storia attuale del Reggimento? “Il Reggimento, dall’ultimo dopoguerra ad oggi, si è costantemente aggiornato e modificato nella sua struttura ed organizzazione. Restano alcuni valori-capisaldo, che costituiscono il nostro vero patrimonio: l’assoluta fedeltà alle Istituzioni, la disponibilità per il cittadino, lo spirito di corpo, la generosità e lo stile. Lo stile, in tutto ciò che si fa, non può mai mancare. Oggi il Reggimento è una moderna unità di artiglieria, fedele alle sue tradizioni ma proiettata nel futuro, che con i propri uomini e donne contribuisce a rendere più sicura la città di Milano in perfetta sintonia con le Forze di Polizia ed è impiegata in operazioni di stabilizzazione all’estero, in paesi meno fortunati del nostro”.

 Dalla grande affluenza di pubblico intervenuta a questa manifestazione, come anche in altre cui ho avuto l’onore e il privilegio di assistere, ho riscontrato l’amore per l’Esercito, per la Forza Armata che, già da qualche anno a questa parte, ha scosso e risvegliato le coscienze, il nostro Paese e il Mondo. La partecipazione attiva di molti giovani che, sempre più numerosi, si propongono come candidati per entrare a far parte di un Esercito all’avanguardia internazionale, è un dato confortante che attesta che l’Esercito ha un grande futuro. Tale successo sta anche nel fatto che da oltre 150 anni sa mantenere una sua identità, che continuamente si rinnova alla luce delle nuove tecnologie. Inoltre, da qualche anno a questa parte, ho notato la preziosa presenza femminile nell’Esercito: ho trovato interessante e utile l’apertura alle donne-militari che, per natura, sono dotate d’intuito e determinazione.

Dunque, il dato di fatto da asserire è quello che l’Esercito, la nostra Forza Armata, è una risorsa per il nostro Paese e un valore aggiunto ai bisogni della società civile. In quest’occasione dell’anniversario dell’Unità d’Italia, dunque, ognuno di noi ha l’opportunità d’attestare l’appartenenza al proprio Esercito e alla propria Nazione. Per me, scrivere dell’utilità dell’Esercito e delle qualità di chi lo guida, è un modo per rafforzarli e sostenerli nella dimensione della nostra Storia e del nostro futuro. Ci sono guerre da combattere (come quella contro il terrorismo), che ci potrebbero travolgere, perciò, rendere più forti le nostre Forze Armate, renderà più forti anche noi.

Principia Bruna Rosco

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