Esteri

Islanda, il vulcano Grimsvotn minaccia i voli in Europa

Il vulcano GrimsvotnREYKJAVIK.Un anno dopo Eyjafjallajokul, un altro vulcano islandese, il Grimsvotn, si è svegliato ed ha costretto alla chiusura del principale scalo aereo del paese a causa delle colonne di fumo fuoriuscite dal cratere.

L’organizzazione europea per la sicurezza aerea Eurocontrol ha reso noto nella tarda giornata di domenica che la nuvola di cenere dovrebbe raggiungere il nord della Scozia domani e potrebbe toccare la parte ovest della Francia e il nord della Spagna giovedì.

Secondo un portavoce dei servizi meteo islandesi tuttavia l’eruzione del Grimsvoetn sembra perdere forza e non dovrebbe avere ripercussioni sul traffico aereo europeo paragonabili a quelle causate dall’Eyjafjallajokul. Di solito il vulcano resta in azione per brevi periodi, quattro giorni l’ultima volta e dieci la precedente.

La nube prodotta dal vulcano Grimsvotn, che tra giovedì 26 e venerdì 27 maggio potrebbe raggiungere Spagna e Francia, ha già fatto sentire i primi effetti sulle Borse europee. Per il timore che si ripetano i blocchi del traffico aereo causato un anno fa da un altro vulcano islandese, l’Eyjafjallajokull, i titoli delle compagnie aeree hanno registrato forti perdite: Lufthansa ha ceduto il 4,24% a Francoforte, Air France il 4% a Parigi, Ryanair il 5,58% a Dublino e l’International Consolidated Airlines della British Airawys il 3,55% sulla piazza di Londra.

Il Grimsvotn ha iniziato a eruttare sabato 21 maggio: situato nel sud-est dell’Islanda sotto il ghiacciaio Vatnajoekull, è il vulcano più attivo dell’isola con nove eruzioni tra il 1922 e il 2004. Intanto la Francia ha avvertito che il rischio di nuove restrizioni al traffico aereo esiste: “una cosa è certa”, ha affermato il sottosegretario ai Trasporti, Thierry Mariani, “se minaccia l’Europa i voli saranno cancellati, se la nube non è pericolosa gli aerei voleranno e se lo è o presenta dei rischi gli aerei non voleranno”. “La priorità è sempre il principio di precauzione”, ha aggiunto.

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