Caserta

Melone: “Quello di Petteruti non è ruggire ma ragliare”

Nicola MeloneCASERTA. Nell’ambiente dal quale provengo e in cui mi sono formato mi hanno insegnato che invece di ruggire conviene sempre ragionare.

Anche perché può accadere che si pensi di ruggire e invece si sta ragliando. Capisco sul piano umano il disagio dell’ingegnere Petteruti nel vedersi costantemente sotto attacco per la sua travagliata amministrazione, anche se non capisco il suo gratuito biasimo nei miei confronti, ma gli voglio rispondere con un ragionamento basato sui fatti. Nei cinque anni della sua travagliata amministrazione non è stato approvato dal Consiglio neppure un solo progetto preliminare di destinazione dell’area ex Macrico, bloccando, in tal modo, sulla riqualificazione dell’area sia i 40 milioni di euro del PIU-Europa che i 30 milioni di euro assegnati dalla Regione Campania.

Ora entrambi i finanziamenti sono a rischio. Tant’è che in questi giorni il Commissario Mattei, sollecitato dalla Regione, ha destinato i primi 30 milioni di euro ad alcune opere che nulla hanno a che vedere con il Macrico. Nei cinque anni della sua travagliata amministrazione l’ingegnere non ha fatto compiere alcun progresso al progetto di Parco agricolo-turistico dei Colli Tifatini, assistendo, anzi, inerte nei giorni dell’agonia ad una delibera regionale della neonata era Caldoro che ha prolungato di otto anni le attività di cava ed estendendo le funzioni del Cementificio Cementir ad inceneritore. L’indecente spettacolo delle cave e la velenosa attività del cementificio sono lì a testimoniarlo.

L’ingegnere certamente sa, mi dicono che è un bravo tecnico, che il mancato recupero ambientale dei colli Tifatini rende quell’area incompatibile con il costruendo Policlinico universitario. A proposito del quale l’ingegnere non ha neppure avviato le opere di urbanizzazione della zona, opere di competenza comunale e finanziate dalla regione Campania. È l’erba incolta a documentare le opere realizzate. E vogliamo parlare dell’inutile figura del Direttore artistico degli eventi culturali della città, inopinatamente rinnovata dall’ingegnere sempre alla stessa persona segnalata e insediata dall’amministrazione che gli ha preceduto? E vogliamo parlare della Biblioteca comunale, chiusa da più di un anno e con la nuova sede inutilizzata non si sa bene per quale motivo? Una città di cultura in cui non c’è una biblioteca comunale!

E vogliamo parlare degli incarichi di consulenza esterna per oltre un milione e mezzo di euro, molti dei quali ancora in corso? E vogliamo parlare della gestione del Teatro comunale, si badi bene comunale, cioè comune, ovvero di proprietà dei cittadini? Giusto per specificare meglio, il teatro, con annessa sala conferenze e bar, è stato dato in gestione a privati per circa quindicimila euro l’anno! Avete capito bene, cari concittadini, quindicimila euro l’anno per un teatro con sala conferenza e bar al centro storico della città.

E vogliamo parlare della miserevole condizione delle strade nei cinque anni della sua travagliata amministrazione? Oneroso per il portafogli dei casertani e delle casse comunali e costosissimo sul piano della salute dei cittadini. Tutti sanno cosa dico, i cittadini hanno vissuto e vivono sulla propria pelle le buche nelle strade cittadine. E vogliamo parlare del sevizio di trasporti pubblici urbani? Per adoperare i bus del servizio pubblico i cittadini si dovrebbero armare di molta pazienza ed avere competenze di calcolo delle probabilità.

L’elenco potrebbe continuare, purtroppo. Insomma ex Sindaco Petteruti, so bene in quale mondo vivo e ancor meglio so in quale città sto vivendo anche grazie a Lei. Un’ultima battuta in riferimento a quelle persone cui ho prestato la faccia e mi perdoni ingegnere, ma scambiare l’indignazione dei cittadini per giacobinismo radicale non è ruggire ma, a mio parere, ragliare.

Con sincera “pietas”, Nicola Melone

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