Caserta

Beni confiscati, funzionari e magistrati bulgari a Caserta

 CASERTA. Dare un contributo alla lotta contro la criminalità organizzata, attraverso strategie incentrate sul riutilizzo sociale dei beni confiscati.

E’ questo l’obiettivo del progetto Sapucca – Sharing Alternatives Practices for the Utilization of Confiscated Criminal Assets – che vede la realizzazione in questi giorni, a Caserta, della Visita di studio di una delegazione tecnico-istituzionale proveniente dalla Bulgaria. Obiettivo della visita è l’approfondimento, da parte degli Enti bulgari aderenti al progetto, della legislazione e delle buone pratiche italiane in merito al processo di sequestro, confisca e destinazione sociale dei beni provenienti da attività illecite. Il progetto Sapucca, promosso dalla Provincia di Caserta, in partenariato con la provincia di Catania, la provincia di pistoia, l’agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni Confiscati, l’associazione Flare, l’associazione Tecla ed il Comitato Don Peppe Diana, ha ricevuto il sostegno finanziario dal Programma Comunitario Prevenzione e lotta alla criminalità organizzata – Direzione Generale Home Affair della Commissione Europea.

La Visita di studio, cominciata ieri con l’arrivo a Caserta della delegazione bulgara e degli altri soggetti del partenariato transnazionale, si articola in una serie di attività strutturate, come il laboratorio tecnico, aperto stamani dal presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi e dall’assessore ai rapporti con l’Ue, Marco Cerreto, nel quale sono state analizzate le possibilità di trasferimento in altri Paesi Ue delle buone pratiche italiane in merito al riutilizzo sociale di beni confiscati.

I lavori del laboratorio si sono avvalsi del contributo del project manager del progetto Sapucca e Capo di Gabinetto della Provincia, Emilia Tarantino, del Procuratore della Repubblica Aggiunto presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Luigi Gay, del direttore dell’Osservatorio Provinciale per la sicurezza e la legalità, Natale Argirò, di Gianpaolo Capasso dell’Agenzia Nazionale Beni Confiscati e di Valerio Taglione, presidente del Comitato Don Peppe Diana. Nella giornata odierna i componenti della delegazione bulgara ed i referenti del progetto per le Province di Caserta, Catania e Pistoia hanno visitato alcuni beni confiscati presenti sul territorio provinciale, che rappresentano un chiaro esempio di buone pratiche del riutilizzo per scopi sociali di patrimoni provenienti da attività illecite.

Si tratta della fattoria “Le Terre di Don Diana” di Castel Volturno, del centro di agricoltura sociale “Antonio Di Bona” di Casal di Principe, di una villa di San Cipriano d’Aversa, situata in via Ruffini, riutilizzata a scopi sociali e culturali, con il relativo ristorante Nco (Nuova cucina organizzata). La Visita di studio terminerà domani con l’incontro dei partner bulgari con i sindaci di Castel Volturno, Antonio Scalzone, e di San Tammaro, Emiddio Cimmino, per la disamina di aspetti essenziali e criticità nella gestione dei beni confiscati presenti nei rispettivi comuni. Nel corso della tre giorni è stato dato spazio anche alla prima riunione del Comitato Direttivo Transnazionale del progetto Sapucca, composto da referenti di tutto il partenariato, che ha curato gli aspetti amministrativo-finanziari del progetto e la pianificazione delle successive attività.

“Il progetto Sapucca – ha spiegato il presidente della Provincia, Domenico Zinzi – vede la nostra provincia in prima fila nell’esportazione di buone pratiche in materia di riutilizzo di beni confiscati alla criminalità organizzata. E’ proprio attraverso tali attività che si contribuisce ad aumentare il prestigio della Provincia di Caserta, che anche in questo settore è ormai diventata un esempio da seguire per molte altre realtà”.

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