Casaluce

Urbanistica, Di Martino: “Sono stato privato delle mie funzioni”

Comune di CasaluceCASALUCE. Giuseppe Di Martino, all’indomani della decisione di rassegnare le dimissioni da assessore, rende pubblica la lettera inviata al sindaco Nazzaro Pagano.

“Prima di comunicare questa mia amara decisione, voglio ricordare nel descrivere il mio cammino amministrativo, la mia esperienza politica, breve perché sono giovane, ma intensa, passionale e senza possibilità alcuna di smentita, e ribadire la mia onestà intellettuale. Ho iniziato il mio percorso politico nelle fila di Alleanza Nazionale.

All’epoca un problema unitario attanagliava tutte le forze politiche e civili, della nostra piccola realtà quello di dare la possibilità al vituperato, denigrato e bistrattato popolo casalucese di scegliere la propria guida politico-amministrativa. Tutti insieme, nella mia sezione, decidemmo di stare coi giovani e per i giovani, e pertanto, scegliemmo di amministrare il paese insieme al Movimento Civico, con una lista di giovani amministratori, accomunati da un forte, precipuo connotato: amministrare con intelligenza, amministrare con unità, ma soprattutto amministrare con onestà.

Il contributo elettorale che il mio gruppo politico diede fu di tre nomi su quindici, ma il contributo più grande fu, innanzitutto, di dare visibilità politica ai candidati del Movimento Civico, all’epoca ancora troppo isolati e incapaci di stringere alleanze con altri partiti. Tra i tre candidati io solo ho avuto l’onore e l’onere di essere eletto alla carica di consigliere.

Subito dopo la vittoria, il primo compito da affrontare fu quello di costituire l’esecutivo, nel quale il mio gruppo politico mi impose di chiedere un assessorato, in modo da vigilare e controllare, oltre che affiancare, sempre all’insegna dell’onestà per l’attività politico-amministrativa del sindaco, dell’esecutivo e del Consiglio comunale.

Ricordo bene che, in quella occasione, rinunciammo ad avere la visibilità, che si poteva ottenere con la carica di vicesindaco, contropartita naturale, che Alleanza Nazionale aveva regalato al Movimento Civico, con il suo primo accordo elettorale, ma, all’epoca, per la presenza di esigenze, di altre forze politiche, rinunciammo a tale accordo. Tuttavia non demandammo dal ruolo del controllo e del fattivo contributo dell’attività politico amministrativa.

Oggi, alla luce degli accadimenti e delle tante e troppe chiacchiere da marciapiede, rimetto nelle mani del sindaco la delega all’Urbanistica. La mia è una scelta ponderata, dettata da ovvie, molteplici motivazioni, che restano mie, almeno per il momento, e che mi spingono ad una decisione così sofferta. Tale e tanta è la delusione che oggi mi induce a consegnare questo mio mandato, perché mi vede, e mi ha visto nell’impossibilità di fare e di agire in merito delle scelte programmatiche passate e future.

Purtroppo, troppe volte, immotivatamente, sono stato esautorato e privato delle funzioni relative alle competenze che la delega da lei affidatami prevede. Non ultima la questione Pip che ad oggi è individuata con delibera di giunta numero 65 del 7 settembre scorso con una superficie di oltre 530mila metri quadri e che è in discussione proprio in queste ore un ulteriore allargamento, di altri 80mila metri quadri, dal quale mi dissocio completamente, perché “mancante di atti idonei a giustificare una così ampia superficie”.

Avendo unicamente lavorato per tutelare e sviluppare gli interessi pubblici e collettivi, intendo perseverare nella mia scelta di interpretare la politica come precipuo connotato di “servizio” ad esclusivo favore della comunità, come “missione” per il raggiungimento di obiettivi comuni, che tendono a far prevalere il pubblico sul privato, sforzandomi di coniugare quanto di buono e di positivo, col mio contributo, si è potuto realizzare negli ultimi tempi. Questo mio modo di intendere e vivere la politica turba e “disturba” qualcuno, rendendo inquiete ed irrequiete tante cattive coscienze.

Lascio con l’animo tranquillo di chi, nonostante molteplici difficoltà, ha lavorato solo ed esclusivamente nell’interesse di Casaluce per sostenere l’attuale causa amministrativa, e continuerò con la giusta criticità nel rispetto dell’alto mandato affidatomi dagli elettori, ma non più con la competenza di questa delega che troppe incongruenze presenta nella attività politica ed amministrativa di questo paese.

Resto in Consiglio comunale per continuare la mia missione, avendo ricevuto la carica di consigliere comunale, con grande onore, dal popolo sovrano, per cui il popolo sovrano potrà destituirmi. Per quanto concerne la carica di assessore, quella non è mia ma rappresentativa del mio gruppo politico, ed è stata guadagnata onestamente sul campo. Onde evitare la strumentalizzazione della mia scelta rispetto a chi antepone l’antidemocraticità, l’arroganza, la bramosia del potere al buon senso e al rispetto dei ruoli, mi dimetto anche da assessore.

Caro sindaco, da questo momento, il mio ruolo sarà di una posizione critica e fattiva, chissà che non possa far bene a qualcuno o che giunga l’ora di un sereno, attento esame di coscienza. Le auguro un buon lavoro per il bene del nostro paese”.

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