Casal di Principe - San Cipriano - Casapesenna

Il Coordinamento Riscatto va “dalla protesta alla proposta”

 CASALE. Giovedì 12 maggio, nella sala della parrocchia Maria SS. Preziosa di Casal di Principe, alla presenza di un folto pubblico, si è svolto l’incontro promosso dal Coordinamento per il Riscatto dal titolo “Dalla Protesta alla Proposta”, …

… nel corso del quale sono state fissate le modalità delle due iniziative in programma, nei prossimi giorni: 1) la protesta davanti agli uffici di Caserta di Equitalia Polis SpA; 2) la petizione popolare per la Tariffa Unica Nazionale con la quale si chiede che il premio assicurativo sia pagato solo in base al proprio attestato di rischio e non al luogo dei residenza”.

Tutte le persone intervenute all’incontro, oltre a manifestare il proprio consenso per la lodevole iniziativa organizzata dal Coordinamento, hanno messo in evidenza l’aggravarsi della crisi economica i cui effetti vengono amplificati: 1) dai soprusi posti in essere da Equitalia Polis che richiede pagamenti di tributi riferiti a molti anni addietro, senza neanche dar prova, spesso, di aver notificato, in modo regolare, le cartelle esattoriali; 2) dagli aumenti ingiustificati delle polizze assicurative e dalle illegittime disdette inviate anche a cittadini che non hanno mai denunziato sinistri obbligandoli a stipulare nuovi contratti con condizioni più svantaggiose rispetto al passato.

L’avvocato Francesco Martino, raccogliendo le sollecitazioni dei cittadini intervenuti all’incontro, ha precisato che “urge una manifestazione di protesta cui sarebbe auspicabile partecipassero migliaia di persone, come è già accaduto in altre zone d’Italia, per contrastare queste ingiustizie”.

La prossima riunione si svolgerà venerdì 20 maggio, alle ore 20,30, a Casapesenna, perché il Coordinamento per il Riscatto ha lo scopo di coinvolgere, nelle iniziative che promuove, tutti i cittadini residenti nei tre paesi della vecchia “Albanova”, preoccupati del degrado in cui versano Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa e Casapesenna, “e che desiderano – spiega Martino – dare il proprio contributo per contrastare l’ingiusta discriminazione di cui sono vittima da parte di quei poteri forti che, anche grazie al modello Caserta, li hanno emarginati e li vogliono escludere dal circuito economico”.

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