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Aeroporto Grazzanise, Scalzone si documenti

da sin. Zinzi, Parente, Matteoli e Ventriglia durante la campagna elettorale 2009GRAZZANISE. Stupefacente sindaco Scalzone! Crede, forse, con una lettera a più destinatari, di smuovere la “morta gora”?

Sull’aeroporto civile di Grazzanise (altrimenti detto “araba fenice”) è tornato il 5 maggio che, nella migliore delle ipotesi, ricorda il manzoniano “Ei fu”. E vi torna nel clou della campagna elettorale per le amministrative del 15 maggio! Appena un anno e due mesi dopo i rauchi suoni di corno dei contendenti 2010 per la Provincia, Zinzi e Stellato. Ma qui non c’è più “scorno”! Perché non si lascia in pace la comunità di Grazzanise già costretta, dal “popolo sovrano”, a fare i conti (e non è poco!) con la dinastia dei sindaci-Parente. Il primo cittadino di Castelvolturno ricorderà che ero presidente-pro tempore del “Comitato per la valorizzazione del comprensorio aeroportuale di Grazzanise”, nel 1996. Rimembrerà, per mutuare il suo inglese, come andò a finire (quindici anni fa!!!) la vicenda di quel Comitato. Ed ora, il caro Tonino, torna ad accendere il cerino. Vorrei affettuosamente dargli un consiglio – sol per qualche anno di vita in più, se l’anzianità fa ancora grado: si documenti prima di curvarsi sulla tastiera e lanciar proclami. Legga, se vuole, il numero di maggio del mensile Fresco di Stampa e, forse, vi troverà aggiornamenti.

L’Ufficio-Stampa del Ministero dei Trasporti (affidato al Matteoli della sponda scalzoniana) sta ancora “lavorando” una risposta ai quesiti che gli ho posto circa un mese fa, ma l’anticipazione facile è che, secondo un “giornalista di governo” ivi attivatosi, a Roma non c’è uno straccio di programmazione sullo scalo che Scalzone considera, probabilmente con eccessivo zelo, come antidoto alla malavita organizzata. Che la nostra provincia abbia bisogno di lavoro non è una novità, ma nel momento in cui Scalzone afferma che esso “per migliaia e migliaia di persone si otterrebbe con la realizzazione dell’aeroporto intercontinentale a Grazzanise”, allora sembra che ripeta una solfa rastrelliana degli anni Novanta.

D’obbligo una domanda: il sindaco della città rivierasca ha più sentito, dal 1996 ad oggi, un ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti assicurare che nella capitale vi sia un documento che accrediti la costruzione dell’aeroporto civile. Vorrei ricordargli che, nel novembre del 2006 a Roma, posi questo interrogativo all’allora titolare suo omonimo Tonino…Di Pietro, ricevendone soltanto un’occhiataccia. Nel gennaio dello stesso anno, avevo chiesto ragguagli direttamente a Prodi, durante la conferenza-stampa successiva al Conclave di Caserta, ed il Romano premier disse che qualcosa in argomento gli aveva accennato il presidente della Provincia di Caserta e della Regione Campania, alias De Franciscis e Bassolino.

Lo scorno, in seguito, e cioè nel marzo del 2010, è mancato pure al ministro Matteoli, presentatosi a Grazzanise – ancora una volta in piena campagna elettorale! – con l’uscente sindaco Parente e col Zinzi candidato-presidente (come da foto). Disse di infrastrutture…riconducibili all’aeroporto…non di aeroporto. Sarebbe stato troppo dire quanto allora, come oggi, non è supportato da alcun piano ministeriale! Gli assessori ragionali Vetrella e Nappi, fra gli interlocutori eletti da Scalzone, tacciono o al massimo affermano retorici auspici: insomma, considerano “strategica” quest’araba fenice di cui, agl’inizi degli anni Settanta, ventilò per primo la nascita Pasquale Schiano, presidente dell’Ente Autonomo Volturno.

Allora, sindaco Scalzone, torniamo con le estremità a terra, perché, forse, prima del 2030 la mela resta acerba ed è un autentico flop offrirla sulla mensa del dibattito elettorale che dev’essere…serio.

di Raffaele Raimondo

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