Campania

Delitto Melania: si indaga fra i tradimenti del marito. Ascoltate le soldatesse

 ASCOLI. Nella Procura di Ascoli Piceno continua il via vai di persone informate sui fatti della morte di Carmela Melania Rea e i riscontri sembrano portano ad una vista del tutto nuova: il movente del delitto sarebbe infatti la gelosia passionale di un’amante del marito della 29enne.

Ad essere ascoltati infatti sono stati un gruppo di studenti di una terza classe dell’Istituto tecnico per geometri di Ascoli, oltre ad alcune soldatesse del 235esimo Reggimento Piceno, dove Salvatore Parolisi, marito della vittima, lavora come istruttore delle giovani reclute. Le informazioni relative all’omicidio sono frammentarie perché non si riesce a conoscere con certezza né il tempo preciso della scomparsa compreso tra il 18 e il 20 aprile, né il luogo del delitto. Ad indagare sulla morte della giovane mamma originaria di Napoli, ci sono due procure, quella di Ascoli e quella di Teramo, con i pm Umberto Monti, Carmine Pirozzoli, Ettore Picardi, Greta Aloisi, oltre al procuratore capo Michele Renzo, decine di carabinieri, guardie forestali, agenti della finanza, cani, elicotteri. La pista più battuta è quella di un delitto passionale, motivata dalle numerose relazioni extraconiugali che il marito avrebbe avuto con alcune delle soldatesse sue allieve. Queste accuse però dallo stesso Salvatore sono state sempre smentite. A sentire però una soldatessa che avrebbe testimoniato, la versione dello stesso marito della vittima non reggerebbe.

A proposito di tradimenti, i carabinieri hanno interrogato una soldatessa con cui Salvatore ha avuto una relazione sentimentale circa due anni fa. Si tratta di una ragazza attualmente in forza a Lecce, che due anni fa frequentava il corso nella caserma del 235° Reggimento Piceno, dove Salvatore era ed è tutt’ora istruttore. “Mi aveva detto che era separato” ha dichiarato la soldatessa agli inquirenti. In quel periodo Salvatore viveva quasi sempre solo: Melania aveva preferito terminare la gravidanza a casa dei genitori. E, secondo indiscrezioni, la giovane che ora lavora a Lecce non è l’unica amante conosciuta tra le reclute di Ascoli Piceno. Ovviamente queste informazioni potrebbero dare una svolta alle indagini che cerca l’assassino della donna, accreditato come una figura femminile perché l’ipotesi del killer donna, di una rivale d’amore di Melania, rientra tra i profili ritenuti compatibili dagli esperti sulla base della superficialità delle ferite trovate sul corpo della donna, morta per dissanguamento. Si indaga quindi negli ambienti del 235° Reggimento Piceno, dove il marito Salvatore Parolisi, 30 anni, è istruttore delle reclute e di cui sono stati acquisiti i fogli di presenza delle soldatesse nei giorni dell’omicidio, tra il 18 e il 20 aprile. Gli inquirenti però sembrano navigare in un mare di incertezze perché non è chiaro nemmeno se Melania fosse mai arrivata sul Colle San Marco e se da lì è scomparsa. Lo sostiene il marito, ma non ci sono conferme e la sua versione è considerata piuttosto lacunosa dagli inquirenti.

 L’unica testimonianza, quella del titolare dello chalet, Alfredo Ranelli, che in un primo tempo aveva detto di aver notato a Colle San Marco Salvatore, Melania e la piccola Vittoria poco dopo le 14.30 di lunedì, si è liquefatta ieri quando il gestore ha dovuto ammettere di non essere affatto sicuro che la donna vista quel giorno fosse Melania. Il proprietario del chiosco interrogato ancora ieri ha detto: “Posso solo dire che indossava pantaloni chiari e un giubbotto scuro, non so neppure se era bionda o bruna”. Tra la boscaglia dove sarebbe stata avvistata Melania, sarebbe stata avvistata una donna sconosciuta che al momento si presentava vestita allo stesso modo della napoletana uccisa, con un pantalone chiaro e un giubbotto scuro. Che fosse Melania o un’altra donna, o addirittura il suo assassino? Le domande che ruotano attorno a questo delitto sono sempre tante e tutte senza risposta. Neanche gli studenti che giocavano a palla poco distante dall’altalena hanno riconosciuto la casalinga. Ieri nelle indagini dei Ris, la svolta sembrava essere vicina quando è stato trovato un coltellino che si pensava fosse l’arma del delitto, ma, esaminato, è risultato estraneo al delitto. Anche il mancato ritrovamento dell’arma del delitto rende ancora più fitto questo mistero.

Dai riscontri dei Ris sui reperti, pare sia stato trovato il Dna di un uomo e di una donna sulla siringa conficcata sotto il seno sinistro di Melania. I profili genetici non sono riconducibili al marito Salvatore o alla moglie: potrebbero appartenere a qualche tossicodipendente che nulla ha a che fare con l’omicidio. All’interno della siringa, ritenuta una messinscena per depistare le indagini (così come il laccio emostatico e la svastica sulla coscia della donna), è stata trovata eroina. Ma Melania non aveva rapporti con il mondo della droga. E poi altri misteri. Un giallo anche la scomparsa del trolley notato da un amico di Salvatore sulla sua auto il giorno della scomparsa: dov’è finito? Era di Melania? La donna era in partenza? Un giallo pure l’identità del misterioso telefonista che il 20 aprile, da una cabina pubblica di Teramo, ha indicato ai carabinieri il luogo del cadavere. Idem per il luogo dove è stata uccisa Melania.

A smentire le accuse che imputerebbero tradimenti e relazioni extraconiugali a Salvatore Parolisi ci sono le dichiarazioni rilasciate dai familiari della vittima. “Non abbiamo dubbi: Salvatore è un bravo ragazzo, non c’entra niente con la morte della nostra amatissima figlia. Erano innamorati e non è vero che lei volesse lasciarlo”. Gennaro Rea, padre di Melania con queste parole è solidale con il genero. A conferma del buon rapporto che c’è con il marito di Melania, mamma di una bimba di 18 mesi, il fatto che lui in questi giorni viva a casa loro, a Somma Vesuviana in provincia di Napoli. Il caporalmaggiore dell’esercito, Salvatore Parolisi, 30 anni, si divide tra la casa dei suoceri e quella dei genitori, a Fratta Maggiore, sempre nel Napoletano. Insiste nel dichiararsi disperato ed è l’ultimo ad aver visto Melania viva. Su di lui non è stata aperta alcuna indagine: gli investigatori stanno raccogliendo elementi e testimonianze di decine di persone per ricostruire quanto è accaduto nel primo pomeriggio del 18 aprile. “Se anche fosse vero che in passato Salvatore ha avuto un’amante – aggiunge una zia di Melania – non significa nulla. Sarà stata una sciocchezza: mia nipote era bellissima, come un’attrice”. Quale sarebbe allora il movente di questo atroce assassinio?

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