Aversa

Gennaro Diana picchiato e minacciato nel centro di Aversa

Gennaro DianaAVERSA. In due lo hanno affrontato a volto scoperto ed uno di questi lo ha pestato a sangue, fuggendo solo quando i presenti hanno avvertito i carabinieri della vicina caserma.

E’ un vero e proprio mistero l’aggressione a Gennaro Diana, 32 anni, vicesegretario provinciale e commissario cittadino dell’Italia dei Valori, figlio dell’ex onorevole Lorenzo Diana, da tempo sotto scoperta per la sua attività anticamorra, originario di San Cipriano di Aversa, per molti anni segretario della commissione parlamentare antimafia, prima militante nel Pci fino alla trasformazione in Pd e dallo scorso anno passato armi e bagagli con l’ex magistrato di mani pulite Antonio Di Pietro.

Secondo una prima ricostruzione, ieri pomeriggio, intorno alle 16,30, Gennaro Diana era seduto nei pressi di un bar, in via Giotto, ad Aversa, in compagnia di una donna. Ad un certo punto, come lui stesso ha raccontato, due individui, a volto scoperto, si sono avvicinati e lo hanno, dapprima, minacciato deridendolo in dialetto partenopeo. Poi, successivamente, uno di essi lo ha strattonato e malmenato portandolo di peso in un vicino bar dove gli ha assestato altri pugni, si è impadronito del telefonino cellulare (che verrà ritrovato poco dopo sfasciato, come se fosse stato scagliato a terra, da alcuni passanti) e gli ha lanciato contro minacce rivolte sia a lui che al padre.

Diverse delle persone presenti hanno gridato cercando di distogliere l’energumeno dal suo intento, avvertendo, nel contempo, i carabinieri della vicina caserma del reparto territoriale di Aversa che sono intervenuti poco dopo. Gennaro Diana, che presentava ecchimosi in varie parti del corpo ed un ematoma alla testa, è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale “San Giuseppe Moscati”, dove i sanitari, dopo averlo visitato, lo hanno dichiarato guaribile in poco più di una settimana.

Lorenzo Diana, raggiunto telefonicamente a Barberino del Mugello, dove stava presiedendo una manifestazione antimafia insieme al magistrato Pierluigi Vigna, ha dichiarato: “Su quanto accaduto credo che si debba essere molto cauti. Si tratta di un episodio veramente strano che ancora non sono stato in grado di spiegarmi anche perché non sono riuscito a parlare a lungo con mio figlio”. Quando gli è stato chiesto se l’aggressione potesse avere le sue radici in una motivazione sentimentale, così come aveva prospettato qualcuno dei testimoni presenti, l’ex parlamentare ha precisato: “La giovane che era con mio figlio è una nostra amica di famiglia. Da anni abita nel nostro stesso condominio e non vedo perché solo ora sarebbe dovuto scoppiare questo putiferio. Ripeto, credo che l’episodio vada esaminato con calma”.

Sulla stessa scia anche le dichiarazioni della vittima che ha dichiarato: “Stavo parlando, quando sono intervenuti questi due individui che non conosco e mi hanno prima preso in giro e poi uno mi ha picchiato accompagnando le violenze con minacce contro di me e contro mio padre”.

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