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Sparanise aderisce al progetto fotovoltaico Aspea proposto da Asmez

Giancarlo L’ArcoSPARANISE. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mariano Sorvillo punta ancora una volta sulle fonti di energia rinnovabile e scommette sul progetto Aspea, proposto dal dall’Asmez il più grande Consorzio di comuni ed Enti pubblici italiani.

In questo modo sarà possibile, per gli enti pubblici consorziati, accedere ai contributi in Conto Energia, spostando l’onere di realizzazione degli impianti ed il rischio imprenditoriale in capo ad operatori economici che, in qualità di partner specializzati nel settore, si renderanno disponibili alla realizzazione ed alla gestione degli impianti stessi per conto dei soci interessati al programma Aspea.

Una volta realizzato, a fronte di un costo di 3.000 euro dovuto come quota di adesione, il progetto, prevede la realizzazione di impianti fotovoltaici sui tetti delle strutture e sui terreni di proprietà del comune, sarà in grado di portare un notevole risparmio alle casse comunali, si parla di circa 250.000 euro annui, pari a quasi il 90 % che fabbisogno dell’Ente di piazza Giovanni XXIII spende per il mantenimento degli impianti di pubblica illuminazione, con la certezza di utilizzare una fonte energetica alternativa con impatto ambientale praticamente vicino allo zero.

“In questo modo – ha spiegato il vice sindaco Giancarlo L’Arco, che ha la delega allo sviluppo, innovazione ed energie rinnovabili – sarà possibile liberare delle risorse economiche e poterle destinare ad altre attività a favore dei cittadini di Sparanise. Inoltre, unitamente all’inesistente impatto ambientale dovuto all’utilizzo dell’energia solare, il progetto ha in dote anche un’altra interessante peculiarità che, in un momento di particolare stagnazione economica come quello che stiamo attraversando da qualche anno, ha notevole importanza. Il progetto Aspea porterà, infatti, in virtù degli accordi che prevedono, sia in fase di realizzazione che di manutenzione l’utilizzo di manodopera e di ditte locali. anche una ricaduta occupazionale”.

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