Orta di Atella

La puzza proverrebbe dai depuratori: interviene il Comune

 ORTA DI ATELLA. Le denunce sono finite direttamente sul tavolo del direttore del dipartimento provinciale dell’Arpac e del responsabile dell’Asl Caserta 2.

Pure nell’ufficio della Procura della Repubblica presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dove ad occuparsene sarà il magistrato Donato Ceglie, il quale dovrà indagare e sostanziare la fondatezza degli indizi avanzati dal sindaco di Orta di Atella, Angelo Brancaccio. Sullo sfondo la delicata questione ambientale: le emissioni nauseabonde, che hanno già provocato stati di malessere a numerosi cittadini ortesi, sembrano provenire dagli impianti di depurazione “Napoli Nord” siti alla periferia della città atellana, lungo l’asse viario che conduce all’attigua Marcianise.

Perché c’è più di un interrogativo che aleggia attorno agli stabilimenti. Ad aggravare i dubbi, una serie di segnalazioni (almeno sei, ndc) degli uffici comunali ortesi culminate, il primo aprile dello scorso anno, con una richiesta di ispezione recapitata direttamente nelle stanze di via Colombo del Ministero dell’Ambiente. Ma anche rapporti della polizia locale di Orta di Atella. L’ultimo, datato 16 marzo scorso, evidenzia diversi punti di criticità.A sottoscriverlo il tenente Antonio Mozzillo. Una relazione dettagliata, circostanziata. Ne emerge un quadro netto: si legge che all’interno dell’impianto sono presenti forti miasmi nauseabondi “di molto superiori a quelli avvertiti in città e in prossimità dell’impianto”. E, di per se, come indizio potrebbe già bastare.

Ma altri elementi non secondari, almeno tre, certificati dal sopralluogo di metà marzo, fanno propendere per la tesi secondo la quale la fonte delle emissioni sia quella dei depuratori. Il primo è che l’impianto Eurocompost è disattivato. Il secondo e il terzo elemento portano con essi ancora maggiori certezze. Il depuratore, pur essendo sotto sequestro per un precedente provvedimento della magistratura sammaritana, “è funzionante e l’intero ciclo di lavorazione avviene a cielo aperto, non essendo le vasche adeguatamente coperte”.

Dunque, il primo cittadino ortese e l’assessore competente, Alfonso Di Giorgio, ci vogliono vedere chiaro. E con questa richiesta di accertamento si sono spinti al di là, chiedendo anche una valutazione di impatto ambientale degli impianti di depurazione. “Abbiamo ritenuto opportuno – spiega Di Giorgio, intervenuto all’ultimo sopralluogo – chiedere un accertamento urgente alle autorità competenti onde verificare l’effettiva provenienza e la nocività delle sostanze maleodoranti dagli impianti di depurazione in questione. Come tutori della pubblica salute desideriamo un intervento chiaro, energico e definitivo che sia capace di porre la parola fine a questo fenomeno che ultimamente sta attanagliando la nostra comunità”.

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