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Capodrise, Crescente: “Meno periferie, più centri”

 Angelo CrescenteCAPODRISE. «Chi, il 15 e 16 maggio, sarà scelto dai cittadini per governare Capodrise dovrà dimostrare, innanzitutto, di avere un’idea nuova di città». Sono le parole di Angelo Crescente, candidato a sindaco della lista «Capodrise rinasce».

«Parlare ancora di “periferie” – prosegue -, e continuare a considerarle dei “corpi estranei” del nucleo urbano principale, cui chiedere voti, promettendo in campagna elettorale la solita riqualificazione, non ha più senso. Se oggi siamo ancora costretti a discutere delle “periferie”, significa che chi ha amministrato negli ultimi anni ha fallito; non a caso il nuovo Piano urbanistico comunale, lo strumento di programmazione più importante a disposizione di un sindaco, è rimasto stipato in qualche cassetto, non so dove. Nel concreto, io non penso a una Capodrise con un centro storico in cui si affolla caoticamente tutto, ma a una città con più centri, dove ogni rione abbandona lo status di “quartiere dormitorio” e inizia a vivere e a contribuire a una crescita ragionata dell’intero territorio. È su questo modello di città – precisa Crescente -, più vivibile e allo stesso tempo più attrattivo, che si gioca il futuro di Capodrise. Alla nostra lista le idee non mancano, i progetti pure (e li mostreremo) e, soprattutto, sappiamo dove andare a trovare i soldi per realizzare ciò che diciamo. Oggi ci sono strumenti – argomenta il candidato a sindaco -, come il partenariato pubblico-privato, il “social housing” e diverse forme di edilizia convenzionata che consentono di trasformare una città nel rispetto della sua storia e dell’ambiente, anche se, come nel caso di Capodrise, il bilancio comunale è allo stremo. Ciò che propongo ai capodrisani, nativi e acquisiti, è un patto per un nuovo rinascimento, che renda la nostra Capodrise un esempio di vivibilità e di sviluppo. Rivitalizzare un quartiere, tra l’altro, creando infrastrutture, centri di aggregazione, spazi verdi, piste ciclabili, significa anche difenderlo dalla microcriminalità. Nelle periferie, i ladri di appartamento ormai agiscono di giorno, perché tra chi va a lavoro e chi, a scuola le case restano vuote per ore. Se, invece – conclude Crescente -, ogni rione diventa un centro, un nucleo pulsante, con delle attività che richiamano persone, sarà più difficile per i malviventi agire indisturbati».

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