Italia

Ucciso dopo aver difeso il figlio: fermati quattro romeni

 VENTIMIGLIA. Ucciso a calci e pugni per difendere il figlio da una aggressione. È morto così Walter Allavena, idraulico 53enne di Ventimiglia.

Il delitto è avvenuto nella notte tra sabato e domenica in località Torri, a pochi chilometri da Ventimiglia. Ora è scattato il fermo per quattro romeni, accusati di omicidio preterintenzionale. I fermati sono giovani tra i 19 e 37 anni, tutti residenti nella zona di Ventimiglia. Sarà l’esito dell’autopsia a chiarire le cause del decesso. Secondo una prima sommaria ricostruzione, comunque, Allavena è stato accerchiato da un gruppo di romeni che prima avevano aggredito il figlio ventenne, ed è stato picchiato brutalmente. Gli uomini della squadra mobile e quelli del commissariato di Ventimiglia hanno interrogato un gruppo composto da almeno una decina di persone sospettate di essere gli autori del pestaggio mortale. Per accertare la dinamica di quanto avvenuto sono stati ascoltati cinque italiani, che sarebbero testimoni di quanto avvenuto. In commissariato anche il figlio della vittima: il ragazzo ha un occhio pesto ed è e visibilmente sotto choc.

LA RICOSTRUZIONE.Secondo quanto ricostruito, tutto sarebbe iniziato quando il figlio ventenne della vittima, che si trovava in compagnia di alcuni amici, ha avuto una discussione – sembra a causa di un cane – con alcuni giovani romeni. Tra i ragazzi ci sarebbe stata una piccola rissa, ma poi i due gruppi si sarebbero separati. I romeni tuttavia sarebbero tornati indietro, più numerosi di prima, fino a pochi metri dalla casa di Allavena, dove avrebbero rintracciato il ragazzo picchiandolo. Il padre del giovane sentendo le urla è uscito dall’abitazione ed è intervenuto per sedare il pestaggio. È a quel punto che gli immigrati si sarebbero accaniti contro Walter Allavena. L’autopsia dovrà chiarire se l’uomo è morto per i calci, i pugni e le percosse subite o per aver sbattuto la testa, cadendo a terra.

LE TESTIMONIANZE. Agghiaccianti i racconti dei testimoni. “Sono arrivati in gruppo ieri sera verso le 23,30 mentre eravamo ad una festa di paese. Volevano attaccar briga. Erano ubriachi. Volevano toccare il nostro cane che si è spaventato e per questo uno di noi lo ha preso in braccio. Poi hanno iniziato a picchiarci. Ce l’avevano soprattutto con Claudio, il figlio di Walter” riferisce all’uscita dal commissariato Luigi, uno degli amici di Claudio Allavena, il figlio del 53enne pestato a morte. “Il papà di Claudio è sceso e allora sono andati addosso a lui e lo hanno picchiato”, conclude Luigi. “Ho sentito le urla e mi sono precipitato per vedere cosa fosse successo, ma quando sono arrivato il corpo di mio cognato era già steso a terra” ha raccontato invece un parente della vittima, Sergio Cortese. “Erano ubriachi e non sono del paese. Ho saputo che già la settimana scorsa dei romeni avrebbero avuto dei battibecchi con mio nipote Claudio e Walter stanotte era intervenuto per portarlo via». Tra le altre voci anche quella di Flavio Dario, intervenuto più volte per cercare di sedare la rissa: «Ho visto che picchiavano selvaggiamente Walter con calci e pugni. Non si fermavano. Walter è caduto a terra. Ho chiamato il 118 ed ho cercato di rianimarlo seguendo le loro indicazioni, ma non c’è stato niente da fare”.


SGOMENTO A TORRI. Intanto, tra gli abitanti di Torri, un borgo medievale di duecento anime, a pochi chilometri da Ventimiglia, c’è sgomento per quanto accaduto. In molti stamani sono arrivati davanti all’Osteria del Nonno, il locale dove era in corso la festa e fuori dal quale è iniziata l’aggressione che si è conclusa ad un centinaio di metri, sotto l’abitazione degli Allavena.

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