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Ruby, Emilio Fede: “Ho cercato di proteggere Berlusconi”

Emilio FedeROMA.Un errore nei tabulati depositati dalla procura di Milano è stato denunciato oggi in una conferenza stampa da Emilio Fede uno degli indagati per induzione e sfruttamento della prostituzione nell’inchiesta sul caso Ruby, che vede il premier Silvio Berlusconi a processo per concussione e prostituzione minorile.

“Io ho tentato in ogni modo di proteggere il premier e gli ho chiesto chi fosse quella Ruby, ma lui doveva fare il bene di questa o quella. Ma sono cose sue, non sono il suo difensore”, ha dichiarato il direttore del Tg4 in una conferenza stampa con i suoi legali.

Fede ha sostenuto che nei tabulati relativi a una chiamata avvenuta il 14 febbraio 2010 alle ore 16, poche ore prima che Ruby per la prima volta andasse a Villa San Martino, il numero telefonico in contatto con quello della giovane marocchina non corrisponde al suo ma in realtà, come poi emergerà da tutti gli atti dell’inchiesta, è quello in uso all’agente Lele Mora. Questo, sostiene il direttore del Tg4, dimostra che Fede non ha mai accompagnato Ruby nelle residenze del premier.

Quando Ruby nel gennaio del 2010 venne a Milano contattò inizialmente un agente per fare un casting per la danza del ventre e poi dallo stesso agente, che la scartò, venne messa in contatto con Mora, ha poi affermato Fede, spiegando di aver depositato in Procura una registrazione nell’ambito delle indagini difensive nella quale il primo agente, incontrato in un ristorante, gli ha ricordato la vicenda.

Fede ha quindi ammesso di aver sì incontrato Ruby al famoso concorso di bellezza in Sicilia nel 2009 ma di averla rivista solo la sera del 14 febbraio ad Arcore, senza averla peraltro riconosciuta. Secondo il direttore del Tg4 e i suoi difensori, gli avvocati Nadia Alecci e Gaetano Pecorella, in questo modo viene smontata l’ipotesi accusatoria secondo cui fu Fede ad indurla alla prostituzione. “Ritengo che sia un mio diritto essere prosciolto”, ha detto ancora il direttore del Tg4, che ha poi annunciato di aver chiesto l’istanza di archiviazione.”Non ho nulla da scaricare contro nessuno, io non scarico di certo Mora, se ha delle colpe le dovrà pagare e le pagherà”, ha poi affermato il direttore del Tg4.

Fede si è poi definito “più vittima di certa stampa che della giustizia”. “Mi sento più vittima di certa stampa che della giustizia, su cui pongo ancora la mia fiducia – ha spiegato Fede – sono stato condannato dal punto di vista mediatico e nessuno ripagherà più il danno, nemmeno se dovessi rivolgermi alla Corte europea e non ho intenzione di farlo”. I magistrati di Milano, ha aggiunto il direttore, “nei miei confronti hanno certamente sbagliato, ma il danno peggiore me l’ha fatto l’informazione”. E rivolto ai cronisti ha detto: “Pensate almeno se non avete esagerato a fare quei titoli”.

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