Italia

Libia, mozione della Lega. Berlusconi: “Problemi quasi risolti”

Berlusconi-BossiROMA. Bossi da Milano avverte che sulla Libia la Lega ha pronta una mozione tutta sua. Da Gubbio Berlusconi replica che le differenti posizioni di Pdl e Lega sul nostro intervento militare in Libia sono in via di soluzione.

E’ vero però che la minaccia della Lega di un clamoroso strappo (minaccia che aveva portato il premier Silvio Berlusconi a un pentimento sulla sua scelta di non aver avvisato l’alleato politico dell’escalation militare in atto) all’interno della maggioranza si concretizza. La Lega infatti si differenzierà dal Pdl sulla crisi libica. “Abbiamo presentato una mozione, la potete leggere sulla Padania, in cui tra le altre cose si chiede di stabilire la data in cui si terminano le ostilità” in Libia. Comincia così il nuovo comizio del leader della Lega Umberto Bossi a Milano. Che poi si lancia in una difesa a spada tratta del ministro dell’Economia Giulio Tremonti: “Senza di lui saremmo come la Grecia”.

LA MOZIONE.Questi alcuni dei contenuti della mozione della Lega presentata in Parlamento: “Fissare un termine temporale certo, da comunicare al Parlamento, entro cui concludere le azioni mirate sul territorio libico” e comunque nel “pieno rispetto dell’art. 11 della Costituzione”. No ad aumenti della pressione tributaria per finanziare la missione operando invece esclusivamente nell’ambito degli stanziamenti ordinari della Difesa. Intraprendere ogni iniziativa finalizzata al superamento delle criticità derivanti dalla recente sentenza Ue sui diritti umani. Promuovere il reale concorso di tutti i paesi alleati rispetto alle ondate migratorie, all’asilo dei profughi e al contrasto dell’immigrazione irregolare.

BERLUSCONI.La replicadi Silvio Berlusconi, arriva quasi subito, da Gubbio, dove il capo del Governo è intervenuto telefonicamente a una manifestazione del Pdl. La maggioranza, ha spiegato Berlusconi, sta “superando” le difficoltà create dagli ultimi sviluppi della guerra in Libia: la coalizione di centrodestra, insomma, “non corre rischi”. Berlusconi ha ribadito che sulla questione libica “la Lega sta preparando una mozione per quanto riguarda il nostro doloroso impegno in quel paese. È un problema questo – ha aggiunto il premier – che ha creato qualche scombussolamento e qualche fibrillazione, ma che stiamo assolutamente superando. Già ci sono le loro dichiarazioni (della Lega, ndr) che non hanno assolutamente mai pensato di creare problemi alla nostra maggioranza”.

MAGGIORANZA.Ma anche Bossi, nonostante la sua confermata opposizione alla guerra libica, non sembra avere intenzione di portare alle estreme conseguenze il dissenso suo e del suo partito, almeno a giudicare dalla replica in dialetto (“Và pian”) a un militante del carroccio che gli urla: “Mandiamo Berlusconi a casa”. Poi però precisa “Se dici una cosa, però la devi mantenere”, ricordando che Berlusconi, “in Consiglio dei Ministri aveva detto “la guerra non si fa””. Poi, ha ricordato, il premier ha incontrato “il presidente francese che non è esattamente una persona tranquilla e si è messo a picchiare i pugni sul tavolo”. Il leader leghista ha ribadito la sua contrarietà alla partecipazione italiana ai bombardamenti in Libia: “Noi siamo contrari alla guerra”.

PARMALAT.Bossi è apparso deciso a differenziarsi dal premier non solo sui temi di politica estera. E così si è detto scettico sulle possibilità di successo dell’opa annunciata dalla francese Lactalis per acquisire la Parmalat. “Noi avevamo fatto una legge per impedire che ci portassero via la imprese strategiche – ha detto dal palco della festa dei giovani padani – secondo me non riescono a prenderla”.

MORATTI.Il “Senatur” ritorna su tutti i suoi tradizionali cavalli di battaglia a cominciare dal federalismo e dallo “spostamento di alcuni ministeri da Roma”. Bossi sottolinea che l’introduzione del federalismo fiscale “cambierà il Paese” e aggiunge che “a giorni” arriverà la firma del presidente della Repubblica su tutti i decreti attuativi. “Secondo me la Moratti pensava di andare al mare, invece dovrà lavorare” spiega poi Bossi, rivolto al sindaco di Milano Letizia Moratti, sul palco della festa del movimento Giovani Padani che si svolge nel capoluogo lombardo. “Non ci sono scuse – ha incalzato il leader leghista, rivolto al sindaco uscente in corsa per la riconferma – se vieni rieletta avrai anche i soldi per realizzare le idee, grazie al federalismo fiscale”. “E io – ha aggiunto – potrò venire in centro a Milano senza pigliare tutte le buche”.

MARONI.Sulla questione libica ritorna più tardi il ministro dell’Interno Roberto Maroni: “Ieri sono iniziati i bombardamenti italiani, oggi dalla Libia sono arrivati 800 profughi: bombe uguale a clandestini, come ha scritto la Padania, e si sta verificando”.

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