Italia

Berlusconi: “Non mi candido, leadership ad Alfano”. Ma il Pdl smentisce

Berlusconi e AlfanoROMA. Silvio Berlusconi non avrebbe intenzione di ricandidarsi alla guida del governo, al termine del suo attuale mandato, cedendo la leadership all’attuale ministro della Giustizia Angelino Alfano.

Questo sarebbe emerso nel corso della cena di martedì sera con la stampa estera, come riporta sul proprio l’autorevole Wall Street Journal, il cui corrispondente a Roma ha partecipato all’incontro. Le dichiarazioni rilasciate dal capo del governo sono state “enfatizzate”, hanno voluto però precisare il portavoce del premier Paolo Bonaiuti e il coordinatore del Pdl Denis Verdini. “Penso che sia uno stato d’animo del presidente”, ha affermato Verdini, “sono cose che ha detto, non dico che non le ha dette, ma gli viene data un’enfasi che le fa sembrare cose certissime; sono cose che ha detto spesso ‘se fosse per me…’. Noi ora siamo sommersi di fax e telefonate al partito, il cui senso è ‘Silvio resisti'”. Secondo Bonaiuti “è bene circoscrivere queste dichiarazioni, rese nel corso di una cena, di una chiacchierata libera, ma non sono cose da dare in modo così apodittico, non c’è nulla di deciso”.

IL LEGAME CON GHEDDAFI. Nel corso della cena, il Cavaliere si è soffermato sulle prossime elezioni politiche: “Se ci sarà bisogno di me come padre nobile, sono disponibile. Potrei essere capolista del Pdl, ma non voglio un ruolo operativo”, ha puntualizzato. Berlusconi poi ha anche citato il suo legame “personale” con il colonnello libico Muammar Gheddafi, svelando di aver preso in considerazione l’idea delle dimissioni nei giorni precedenti alla decisione di partecipare assieme agli alleati alle operazioni in Libia. “Con tutte le difficoltà personali che questa decisione rappresentava per me, ho pensato fosse mio dovere dimettermi. Ma tutti mi hanno chiesto di non farlo e così sono rimasto al mio posto”, ha spiegato il premier.

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