Casal di Principe - San Cipriano - Casapesenna

Maxifrode fiscale, sequestrate aziende colluse con la camorra

Giuseppe SetolaCASALE. Una vasta operazione di polizia giudiziaria e tributaria è stata conclusa nella mattinata del 19 aprile dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Frosinone.

Seguendo le tracce economiche e finanziarie di imprese riconducibili a clan camorristici operanti a Casal di Principe, già sottoposte a sequestro dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere in quanto nella disponibilità della famiglia delboss GiuseppeSetola, si sono ricostruiti i fitti legami imprenditoriali che legavano tali società all’economia del Cassinate e del Pontecorvese.

L’attività di intelligence della Guardia di Finanza ha permesso di concentrare l’attenzione su quattordici società ciociare che avevano avuto rapporti con le aziende campane individuate, perlopiù operanti nel settore dell’edilizia e delle costruzioni di edifici. Tali società, risultate estranee a fatti di criminalità organizzata, sono state tuttavia classificate dalle Fiamme Gialle come imprese “a rischio” dal punto di vista fiscale, in considerazione degli intensi legami con persone ed aziende di Casal di Principe e dell’agro aversano.

Al termine delle indagini, durate oltre due anni, le intuizioni investigative dei finanzieri si sono dimostrate fondate: all’esito degli accertamenti, infatti, è stata complessivamente rilevata un’ingente evasione fiscale, quantificata in oltre 56 milioni di euro di base imponibile per le imposte dirette sottratta a tassazione, di oltre 17 milioni di euro di iva non dichiarata e non versata, 13 milioni di euro di fatture false. A due imprese, inoltre, sono state contestate 800mila euro di violazioni alla legge antiriciclaggio.

Sono stati individuati 16 responsabili, in qualità di amministratori delle società verificate, tutti denunciati alle varie autorità giudiziarie competenti per territorio. 12 delle persone denunciate sono originarie della provincia di Frosinone e quattro di Casal di Principe e dell’agro aversano. Le imprese complessivamente coinvolte nella truffa, a vario titolo, sono 29, operanti nelle provincie di Frosinone, Caserta e Latina.

Dalle risultanze delle indagini, il Tribunale Fallimentare di Cassino, in coordinamento con il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha potuto emettere un decreto di sequestro conservativo, al fine di cautelare il patrimonio derivante dal fallimento di una delle aziende, per un totale di 25 milioni di euro, eseguito dall’Ufficiale Giudiziario del Tribunale unitamente alla Guardia di Finanza e alla alla Curatela Fallimentare.

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