Napoli Prov.

Mugnano, sequestrati beni ad affiliato ai Casalesi

Giosuè FiorettoNAPOLI. Un appartamento a Mugnano di Napoli e un’auto, ritenuti nella disponibilità di Giosuè Fioretto, attualmente detenuto nel carcere napoletano di Secondigliano, per un valore stimato in circa 400 mila euro, …

… sono stati confiscati dalla Direzione investigativa antimafia partenopea, in esecuzione di un provvedimento della sezione misure di prevenzione del Tribunale.

L’immobile e l’auto furono sottoposti, nel giugno del 2009, a vincolo reale dal Centro operativo Dia partenopeo, in esecuzione di un provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza. Fioretto, fu arrestato nel 2008, con l’accusa di associazione mafiosa e illecita concorrenza con minaccia e violenza, perchè in concorso esponenti di primo piano del clan dei casalesi, tra i quali il capo dell’ala stragista della cosca, Giuseppe Setola, di recente condannato all’ergastolo, avrebbero portato a termine, sottolineano alla Dia “atti di illecita concorrenza, a vantaggio di imprese facenti capo all’organizzazione, di fatto, in particolare ad Alfonso Schiavone“. E questo “mediante l’esclusione, nel periodo invernale di tutte le ditte operanti nel settore della installazione e gestione dei videogiochi nei pubblici esercizi di Villa Literno e Castelvolturno e zone limitrofe, mentre durante l’estate obbligavano la sostituzione dei videogiochi ai titolari degli stabilimenti balneari del litorale domiziano”.

Fioretto, ex convivente della sorella della collaboratrice di giustizia Anna Carrino, ex compagna del boss Francesco Bidognetti, secondo gli investigatori, è stato per lungo tempo punto di riferimento della fazione dei Casalesi, guidata dallo stesso Bidognetti,detto “Cicciotte ‘e mezzanotte”, capo storico dell’omonimo gruppo, condannato all’ergastolo, nello spaccio della droga, nelle estorsioni nel napoletano e nell’azione di contrasto ai sodalizi avversari.

Collaboratori di giustizia hanno indicato Fioretto, spiega ancora la Dia, come persona legata prima a Francesco Bidognetti, e poi, dopo l’arresto di quest’ultimo, ad Aniello Bidognetti, come suo uomo di fiducia cui avrebbe fornito assistenza durante la latitanza.

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