Aversa

De Rosa: “Cosa pubblica trasformata in Cosa nostra”

Luca De RosaAVERSA. “La vicenda dell’architetto Di Santo è paradigmatica della trasformazione della ‘cosa pubblica’ in ‘cosa nostra’ operata in questi anni di governo del centrodestra guidato da Ciaramella”.

Luca De Rosa, dirigente dei Comunisti Italiani, dice la sua sull’attuale situazione amministrativa e si pronuncia sulla querelle Di Santo-Golia e sulla telenovela dell’ultimo auspicato rimpasto in giunta. Elo fa in maniera critica e radicale, come suo costume. “Per oscure (ai cittadini) ragioni – continua l’ingegnere aversano – Di Santo è stato nominato dirigente. Non un concorso pubblico, non un bando di selezione. Non sono noti, quindi, i motivi e le qualità che hanno indotto a individuare l’architetto in questione per un ruolo così importante. Ora il sindaco lo sta per rimuovere. E per ragioni altrettanto oscure, perché non è dato sapere quali mancanze o insufficienze abbia mostrato nel suo operare. Tutto rimane nell’assoluta discrezionalità, cioè nell’arbitrio completo del sindaco e delle forze che lo sostengono”.

Come spiega tutto questo? “E’ una maggioranza che opera, per quanto detto, nella clandestinità, che assume decisioni solo su pulsioni ‘private’ e quindi indicibili ai cittadini/sudditi”. Si è fatto un’idea anche del perché dei continui cambiamenti in giunta? “Per lo stesso motivo evidenziato prima, in questi anni sono cambiate decine e decine di assessori, una giostra continua, dove le ambizioni e gli interessi privati dei vari sottogruppi o individui della maggioranza di centrodestra trovavano via via nuovi equilibri che non potevano e non possono che essere precari e temporanei. Si parla da mesi dell’ennesimo rimpasto di Giunta. Sono le solite promesse, richieste, i soliti interessi che cercano di usare questi ultimi mesi di governo per strappare posizioni di potere da cui spolpare quello che rimane del bene comune”.

Aversa è proprio una città senza speranze a suo modo di vedere? “In questi anni – conclude l’esponente comunista – ho declassato le mie aspettative dalla politica da forti istanze di giustizia e solidarietà, a una semplice domanda di buon governo e normale amministrazione. Questi ultimi mesi mi hanno costretto a declassare ulteriormente la mia aspettativa ad una semplice richiesta di ‘decenza’ nella amministrazione del bene pubblico. Questa amministrazione e questa maggioranza purtroppo sono anni che sono anche al di sotto di questo limite minimale”.

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