Aversa

Crac Bcc Aversa, revocati domiciliari ad Enrico Giuliano

BccAVERSA. In accoglimento del ricorso depositato dagli avvocati Michele Basile, del foro di Santa Maria Capua Vetere, e dal professor Alfonso Furgiuele, del foro di Napoli, viene revocata la misura cautelare al dottor Enrico Giuliano, nella nota vicenda del fallimento della Banca di Credito Cooperativo di Aversa.

Il provvedimento era stato emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per accertare se l’attività creditizia fosse stata improntata a criteri di sana gestione, ovvero se, invece, vi fossero stati clienti favoriti nelle pratiche di affidamento, rilasciate senza l’acquisizione delle garanzie necessarie. Il procedimento era stato iniziato, d’ufficio, dopo la dichiarazione di insolvenza della Banca di Credito Cooperativo, per la quale pende, ancora, il giudizio di opposizione innanzi alla Suprema Corte di Cassazione.

Dopo approfondite indagini e l’assunzione degli interrogatori da parte dei rappresentanti di tutte le società affidate presso l’istituto bancario, è stato accertato, che il presidente Giuliano, non solo, non aveva autorizzato nessuna delle operazioni in cui, sembra siano rimasti coinvolti, tra l’altro, alcuni stessi consiglieri di amministrazione, non essendone egli stesso a conoscenza, ma che, comunque, la gestione della banca era avvenuta nel pieno rispetto della normativa bancaria, come dimostrato dalla consulenza tecnica di ufficio espletata presso la Corte di Appello di Napoli, con cui è stato accertato che la cessione simbolica della Bcc di Aversa alla Banca Sviluppo Spa al costo di 1 euro, veniva posta in essere, illegittimamente ed a tutto danno dei soci, dal momento che il solo valore di avviamento dell’Istituto di Credito ammontava a circa 2 milioni di euro, esclusi i crediti verso la clientela.

L’insussistenza dello stato di insolvenza contestato, aggiunge il presidente, è provato dal fatto che la Banca Sviluppo ha acquisito gratuitamente un azienda in salute, con un bilancio positivo e con tutti i conti in regola. Lo stesso presidente si sente parte offesa della presente vicenda ed auspica che vengano individuati i veri responsabili della vicenda, offrendo il proprio contributo affinché la magistratura indaghi sulle evidenti anomalie verificatesi, nella fase di liquidazione amministrativa, per consentire l’esproprio a costo zero della Banca Aversana.

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