Mondragone - Carinola - Falciano del Massico

Romena stuprata, ricostruzione poco attendibile: scarcerati i 4 fermati

 MONDRAGONE. Il gip del Tribunale di Napoli, Vincenzo Alabiso, non ha convalidato il fermo dei quattro uomini arrestati lo scorso 26 marzo per un caso di violenza sessuale denunciato da una ragazza romena di 26 anni.

Giuseppe Borrata, 27 anni, figlio di Francesco, ritenuto affiliato ai Casalesi, e altri tre uomini di Mondragone,Mario Grimaldi, 55 anni, pensionato; Fabio Marotta, ragioniere 26enne; e Carmine Timpanelli, 32 anni, guardia giurata, erano stati accusati di aver rapito a Torino la giovane e di averla picchiata e stuprata per due giorni tenendola sotto l’effetto di droghe e la minaccia di una pistola, per poi abbandonarla su una spiaggia di Metaponto (Matera).

Per il giudice – che ha accolto la tesi dei difensori tra i quali il professor Gustavo Pansini e l’avvocato Maurizio Noviello e i colleghi del foro di Santa Maria Capua Vetere, Luigi Iannettone, Angelo Raucci, Vincenzo Grimaldi, Giovanni Zannini – il fermo non era legittimo e i gravi inidizi di colpevolezza insussistenti. Inoltre le dichiarazioni della cittadina rumena sono risultate contraddittorie e la ricostruzione di quanto accaduto poco verosimile.In particolare, uno dei fermati, Fabio Marotta, nel giorno in cui sarebbe stato commesso lo stupro si trovava in un luogo diverso da quello dove sarebbe stata commessa la presunta violenza. La rumena, scrive il gip, ”ha rifiutato ogni cura né risulta che, almeno privatamente, abbia fatto ricorso ad un sanitario per la profilassi”.Così i quattro sono stati rimessi in libertà.

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