Esteri

Libia, Obama: “Armi ai ribelli? Valutiamo”

ObamaWASHINGTON. Il presidente americano Barack Obama non esclude l’ipotesi di fornire armi all’opposizione libica, ma precisa che è in corso una valutazione sul rapporto di forze tra i ribelli e il regime di Gheddafi per arrivare a una decisione.

Alla domanda sull’eventualità che gli Stati Uniti possano garantire assistenza militare diretta ai rivoltosi, Obama ha risposto: “Non lo escludo, ma non dico neanche che lo faremo. Stiamo valutando cosa faranno le forze di Gheddafi”. “Una delle questioni a cui stiamo cercando di dare risposta – ha aggiunto Obama nell’intervista all’Nbc, alla Abc, alla Cbs News – è se le forze di Gheddafi sono state sufficientemente indebolite, perché allora non sarebbe necessario armare i ribelli”. “Ma al momento non lo escludiamo”, ha ribadito.

Non è ancora arrivato il momento per avviare un “formale negoziato” con Gheddafi in modo da gestire la fine del suo regime, ha aggiunto il presidente americano. “La cerchia attorno a Gheddafi – ha sottolineato Obama – ha capito di avere i giorni contati. Tuttavia non è detto che il Colonnello ne sia consapevole, per cui penso sia troppo presto per dare il via a un negoziato formale. Gheddafi sa esattamente cosa fare per porre fine ai bombardamenti costanti contro di lui. A un certo punto potrebbe cambiare posizione e cominciare a studiare come negoziare la sua uscita di scena. Tuttavia – ha concluso Obama – non credo che siamo ancora a quel punto”.

“Gheddafi ha ormai i giorni contati” ha detto il presidente, spiegando come a suo giudizio lo stesso pensi anche il ristretto circolo dei collaboratori del Colonnello. “Quello che stiamo vedendo – ha detto il presidente americano – è che chi frequenta da vicino Gheddafi ha capito che il cappio si stia stringendo e che i loro giorni siano ormai contati. E per questo stanno pensando cosa fare in futuro, quali saranno i loro prossimi passi”. Obama, se il colonnello dovesse segnalare la volontà di dimettersi, la comunità internazionale dovrebbe decidere “il modo più appropriato per facilitare questa soluzione. Ad ogni modo, osserva, non si tratta di un processo che accadrà immediatamente: “Ci vorrà un poco di tempo, il processo non si metterà in moto subito”, aggiunge Obama. Tuttavia, nel lodare l’azione militare degli Stati Uniti e della coalizione, Obama sottolinea che “l’alleanza è entrata in azione da soli nove giorni”.

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