Esteri

Libia, in azione i tornado italiani. I ribelli: “Ucciso figlio di Gheddafi”

un tornado italianoTRIPOLI. L’operazione “Odissey Dawn”,giunta al terzo giorno, ha visto esordire nei combattimenti anche i cacciabombardieri Tornado italiani che sono stati impegnati nel distruggere i sistemi radar libici.

La missionesarebbe perfettamente riuscita. Gli aerei sono poi regolarmente ritornati alla base di Trapani da cui erano decollati. I due Tornado Tanker che appartengono al 6° Stormo di Ghedi (Brescia), sono stati i primi a rientrare alla base dopo aver effettuato il rifornimento aereo degli altri velivoli. I Tornado Ecr, che provengono dal 50° Stormo di Piacenza, sono tra i velivoli attualmente rischierati sul 37° Stormo di Trapani per l’operazione. Il Tornado è un velivolo da combattimento bireattore, biposto, con ala a geometria variabile e capacità “ognitempo” che l’Aeronautica Militare ha acquisito a partire dal 1982. L’equipaggio è composto da un pilota e da un navigatore.

Il comandante dello Stormo, Mauro Gabetta, è soddisfatto: “L’operazione condotta dai nostri velivoliè stata di soppressione delle linee aeree avversarie. E’ stata positivamente condotta e i nostri ragazzi sono tornati a casa”, ha detto. “I nostri aerei hanno operato nei pressi di Bengasi. Noi siamo a disposizione della coalizione. Sentiamo la nostra responsabilità nei confronti di tutti i cittadini italiani, e la volontà di aiutare la popolazione libica. Siamo pronti, ora – ha concluso – a ricevere eventuali prossimi ordini”.

CHIUSO AEROPORTO TRAPANI.Come annunciato, è stato chiuso l’aeroporto di Trapani, scalo militare aperto all’uso civile, risulta chiuso al traffico di aviazione civile. Agli aerei atterrati precedentemente è stata data comunque facoltà di decollare entro le 7.30 di lunedì 21 marzo. Da tale ora in poi, invece, tutti i voli programmati da e per l’aeroporto di Trapani- spiega l’Enac – sono stati operati su altri scali. Tredici i voli dirottati al Falcone-Borsellino di Palermo. Ieri sei Tornado italiani erano decollati dalla base di Birgi.

USA: “OK PRIMA FASE”. Secondo l’ammiraglio americano Mike Mullen, capo degli Stati maggiori riuniti Usa, la prima ondata di attacchi ha permesso di stabilire la “no-fly zone” sulla Libia. Ora comincia la seconda fase quella che prevede l’attacco alle forze di rifornimento delle truppe del Colonnello Gheddafi.

USA: “COMANDO PASSERA’ ALLA NATO”.Gli Stati Uniti hanno annunciato che passeranno “nei prossimi giorni” il comando dell’operazione; il presidente americano Barack Obama vuole infatti consegnare l’incarico di guidare l’intervento militare alla Nato o ai franco-britannici, per non gravare troppo sulle forze armate statunitensi, già impegnate in due conflitti. Il Segretario alla Difesa Usa, Robert Gates, ha tuttavia sottolineato come sia più probabile che l’intervento venga affidato a un comando franco-britannico, a causa della “sensibilità” araba verso un altro intervento dell’Alleanza Atlantica nel mondo musulmano. “Continueremo a sostenere la coalizione, saremo partner della coalizione, avremo un ruolo nella coalizione, ma non avremo un ruolo di spicco”, ha detto il ministro, citato dal quotidiano britannico “Times”.

MISSILI DA SOMMERGIBILI BRITANNICI. Sono continuati inoltre anche gli attacchi di altri Paesi della coalizione come le incursioni di diversi velivoli britannici, sebbene gli aerei dell’aviazione britannica, da una certa ora della notte, non abbiano più lanciato missili su obiettivi sensibili. Per la seconda volta, anche il Regno Unito ha lanciato dal Mediterraneo missili (da crociera) Tomahawk da un sommergibile di classe Trafalgar nel quadro di un piano coordinato della coalizione per applicare la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu che autorizza il ricorso alla forza contro il regime del colonnello Muammar Gheddafi. Lo ha spiegato il generale John Lorimer, in un comunicato del ministero della difesa britannico, ricordando il nuovo attacco da sottomarino effettuato dalle forze armate del Regno Unito.

8MILA RIBELLI UCCISI DA GHEDDAFI.Intanto c’è un primo bilancio del conflitto sul campo tra le forze del Colonnello e gli insorti. Sono oltre 8mila i ribelli rimasti uccisi dall’inizio della rivolta al regime libico Gheddafi. “I nostri morti e martiri sono più di 8.000”, ha detto a Sky News il portavoce del Consiglio nazionale di transizione di Bengasi, Hafiz Ghoga, che ha anche criticato le critiche mosse domenica dal Segretario generale della Lega araba, Amr Moussa, ai bombardamenti lanciati dalla comunità internazionale in Libia. Un portavoce del governo francese ha invece detto di non avere informazioni sul fatto che civili siano rimasti uccisi negli attacchi sulla Libia da parte della coalizione.

“GHEDDAFI NON E’ UN BERSAGLIO”. Attraverso l’ammiraglio William Gortney, il Pentagono ha fatto sapere che Gheddafi “non è nella lista dei bersagli della coalizione”. E una fonte della stessa coalizione lo ha ribadito nel confermare che il complesso di Bab al Aziziya a Tripoli, la residenza di Muammar Gheddafi, è stato obiettivo di un raid aereo in quanto si ritiene che dal suo interno si eserciti il comando e il controllo sulle forze libiche e che è proprio ridurre il potenziale militare delle forze fedeli a Gheddafi lo scopo dell’intervento della coalizione.

DISTRUTTO BUNKER DEL RAIS. Nella serata di domenica 20 marzo alcuni giornalisti occidentali erano stati effettivamente portati al compound che ospita il bunker del Rais dove era stato loro mostrato un edificio completamente distrutto “da un missile”, aveva spiegato un portavoce del governo libico. Il ministero della Difesa britannico ha inoltre reso noto che i caccia della Raf hanno sorvolato nuovamente la Libia nella serata di domenica 20 marzo ma senza sferrare alcun attacco per via della presenza di civili nell’area presa di mira. Mentre a Bengasi, nonostante il cessate il fuoco annunciato da Tripoli, secondo testimonianze raccolte dalla Bbc sono proseguiti scontri ed è stato segnalato l’uso di granate, colpi di mortaio e artiglieria leggera.

FIGLIO GHEDDAFI UCCISO?Circolano in Libia voci circa la morte di Khamis Gheddafi, 32 anni, figlio del colonnello Muammar, che sarebbe deceduto ieri a Tripoli. Secondo quanto ha annunciato il sito dell’opposikzione libica “Al-Manara”, Khamis sarebbe morto per le ferite riportate nei giorni scorsi, quando un pilota dell’aviazione libica passato con l’opposizione avrebbe aperto il fuoco contro di lui nei pressi della caserma di Bab al-Aziziya, nel centro di Tripoli. Altre fonti riferiscono che il pilota libico si sarebbe addirittura volutamente schiantato con il suo jet contro la caserma. La notizia non è stata ancora confermata, ma sta già facendo il giro dei media arabi. Khamis Gheddafi era a capo di una delle brigate del regime impegnate a combattere contro gli insorti. Sesto dei figli del colonnello, aveva il grado di capitano dell’esercito ed era responsabile del reclutamento e dell’addestramento dei soldati mercenari africani.

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