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I fratelli Baiano: “Non siamo gli untori di Castel Volturno”

 CASTEL VOLTURNO. Sulla questione del mercatino di via Napoli, riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta alla cittadinanza e ai mezzi di informazione dei fratelli Baiano.

Abbiamo deciso di scrivere una lettera aperta rivolta alla cittadinanza di Castel Volturno, come titolari della C.A.V. Snc dei fratelli Vito, Angelo e Carmine Baiano, società che da anni ha la gestione dell’ex cava-laghetto n.20 sita nelle vicinanze di via Napoli, in quanto da alcuni mesi, mediante l’uso improprio di mezzi di comunicazione locali e non solo, si sta assistendo ad un’azione di sciacallaggio informativo sulla questione laghetti. Spesso il cognome della nostra famiglia viene tirato in ballo, come se fossimo gli “Untori di Castel Volturno”. Non conosciamo al momento a chi e cosa giova speculare su informazioni che noi riteniamo infondate. Pertanto, al fine di tranquillizzare la cittadinanza sia sulla salubrità dei luoghi da noi gestiti, nonché sulle attività produttive in itinere, abbiamo deciso di pubblicare notizie e informazioni che riguardano la nostra gestione imprenditoriale, da sempre cristallina e garantita da autorizzazioni e permessi dei vari enti dello Stato italiano.

Sulla salubrità del laghetto e dei suoli annessi alla cava. Dal 1995 ad oggi, più volte abbiamo richiesto e fatto effettuare analisi sulla qualità delle acque del nostro laghetto. Andiamo con ordine: il 23 maggio 1995, il laboratorio chimico, d’igiene e profilassi dell’Usl n.15 non rilevò nessuna forma di inquinamento delle acque e nessuna presenza di sostanze tossiche. Dello stesso parere, anche il verbale del Ministero dell’Ambiente e del Nucleo Operativo dei Carabinieri, sezione Napoli – distaccamento di Caserta, che tra le altre cose effettuò un’indagine per conto della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere avente quale oggetto la delega d’indagine n. 10584/97 R.G. datata 1 giugno 1998. Esiti negativi sulla tossicità delle acque, nonché sui sedimenti campione sono stati comprovati anche dal rapporto di prova emesso il 23 novembre 2007 dalla società “Selc” su campioni d’acqua e sedimenti prelevati nell’ambito delle attività di caratterizzazione dell’area dei laghetti di Castel Volturno e del lago Patria rientrante all’interno del sito di bonifica d’interesse nazionale litorale Domizio, Flegreo ed Agro Aversano. Infine abbiamo protocollato lo scorso 11 marzo 2011 con numero 14003 al comune di Castel Volturno, i risultati dell’analisi Arpac con rispettive tabelle di confronto sulla qualità e salubrità delle acque in base al tipo di analisi svolto sia sulle acque superficiali, sia sul suolo e sottosuolo. Possiamo garantirvi che gli ultimi risultati non palesano nessuna presenza di sostanze inquinanti e il liquido risulta addirittura potabile. Tutto ciò a conferma di quanto detto e discusso già in passato, anche in svariate sedute della Regione Campania e al ministero dell’ambiente dove a mezzo stampa già è stata comunicata la notizia della relazione ambientale caratterizzata da dodici pagine, in cui si apprende che sui laghetti non sussiste nessuna forma di inquinamento. Ma non ci siamo accontentati di queste analisi, in quanto abbiamo documentazione comprovante anche l’assenza di salmonella. Ben 46 rapporti d’analisi e granulometrici della società “Selc” sui sedimenti lacustri datati dal 24 ottobre 2007 al 30 ottobre 2007 hanno escluso anomalie o variazioni sul contenuto naturale dell’acqua. Dello stesso avviso, anche, un rapporto della Chelab 08/403 del 2 gennaio 2008 inviato e poi verificato anche dall’A.RI.A Sas di Maria Musto & C. nel quale si esclude la presenza di salmonelle, mediante il metodo di prova Apat Cnr Irsa 7080, e i copiosi rapporti della Sagidep Spa emessi il 23/11/2007 per prove effettuate sul Lago Patria e specchi d’acqua limitrofi, nei quali viene sottolineata l’assenza di questo bacillo.

Sulla riqualificazione della cava-laghetto e sulla costruzione di un mercatino. Anche su questa vicenda, abbiamo tutte le autorizzazioni previste per legge. Eppure qualcuno paventa azioni di riempimenti anomali o la presenza di discariche abusive. Va premesso che noi e i nostri figli abitiamo a pochi metri dalla cava. Se avessimo nel tempo inquinato e gestito male il laghetto saremo stati le prime vittime. Ma parliamo della questione mercatino. Non è un’anomalia il riempimento e la riutilizzazione della cava-laghetto. Dal 1991 ad oggi abbiamo ottenuto svariati permessi di costruzione e di agibilità per le strutture presenti. Se fossimo stati degli imprenditori di malaffare, non avremmo mai chiesto le autorizzazioni agli enti competenti. Il 17/12/2009, con numero 273/09 ottenemmo “il permesso di costruire di variante in corso d’opera” di un’area attrezzata da adibirsi a mercatino, da considerarsi ai fini urbanistici, come un insediamento produttivo. Già nel 2001 eravamo detentori di una licenza di concessione edilizia la 35/01 del 13 09 2001, poi nel 2009 ci è stato rilasciato il permesso di costruire il 54/09 per la sistemazione di area attrezzata per il deposito di autoveicoli e cose incidentate sottoposte a sequestro giudiziario. Infine decidemmo in corso d’opera di cambiare la destinazione d’uso della cava riqualificata, tramutandola in mercatino ottenendo il permesso n. 273/09 del 17/12/2009. A chi ci accusa o paventa notizie su riempimenti anomali rispondiamo che per strutturare l’area attrezzata, l’impianto fognario, l’area parcheggio e servizi connessi, abbiamo allegato all’autorizzazione edilizia ottenuta, la documentazione riguardante sia l’avanzamento dei lavori di ricolmatura della cava, sia l’indicazione del terreno di provenienza utilizzato per i suddetti interventi e corredato il tutto da un comprovante appunto per la provenienza del terreno utilizzato. Sempre nel merito di questa vicenda abbiamo le perizie tecniche che garantiscono che i “materiali fino ad oggi utilizzati per la ricolmatura sono idonei per il caso di specie”. Inoltre visto l’apposito piano di caratterizzazione riguardante la ricolmatura non esistono campioni di terreno che superano i limiti indicati ed è conforme il tutto al decreto legislativo 471/99.

A queste autorizzazioni e richieste di licenze, possiamo aggiungere il parere favorevole del comando provinciale dei vigili del fuoco di Caserta, dell’Uopc dell’Asl Ce/2, nonché dei certificati di verifica degli impianti e l’iscrizione al catasto dell’area destinata a mercatino. Se ciò non bastasse, saremo lieti di offrire altri numeri, codici e documenti. Certamente è ora di dire basta all’uso inopportuno che si fa del cognome della nostra famiglia. Pertanto se sarà necessario, ci batteremo nelle sedi appropriate per difendere il diritto dei sani imprenditori che hanno deciso di progredire e non di regredire le capacità produttive di Castel Volturno.

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