Caserta

Scalera (Cisl): “Occorre riforma Iacp”

Carlo ScaleraCASERTA. Carlo Scalera, della Ciset-Cisl, interviene sugli alloggi pubblici di proprietà dello Iacp e dei Comuni.

Manca un indirizzo politico, per una seria politica per la casa. La Provincia di Caserta ha un rilevante patrimonio di alloggi pubblici di proprietà degli Iacp e dei comuni. Migliaia di cittadini che vivono in questi alloggi in rioni che spesso si trovano in situazioni di degrado e di insicurezza. Senza tener conto che di giorno in giorno va ad aumentare una domanda di alloggi pubblici in particolare nelle aree più densamente abitate. La regione Campania, inoltre, continua a sbagliare, nei confronti dei ceti più deboli, infatti ha utilizzato i 42 milioni stanziati dal Governo nazionale solo per finanziare la costruzione di alloggi di edilizia cosiddetta agevolata, a prezzi di mercato, escludendo la possibilità di costruire case popolari.

Oggi in provincia di Caserta il fabbisogno di alloggi per i ceti più deboli è ancora da terzo mondo, da anni non si costruiscono più alloggi di edilizia popolare, intanto la Regione Campania finanzia a Caserta circa 1748 alloggi sociali, di libero mercato e di libero mercato convenzionato che avranno un costo di realizzazione tra i 1500 e i 1700 euro a metro quadrati, dove gli attuali cittadini, in bisogno, non potranno mai accedervi, e questi appartamenti, di conseguenza entreranno nel mercato della speculazione. Oggi, se non si vuole arrivare in situazioni spiacevoli, bisogna rendere più incisiva l’azione delle istituzioni a tutti i livelli ed in particolare la regione Campania deve mettere in campo una decisa azione in tre direzioni. Una riforma degli Iacp e degli strumenti di assegnazione e gestione degli alloggi al fine di creare le condizioni per garantire la manutenzione e la sicurezza dei quartieri. Un programma realistico di riqualificazione e ricostruzione di alcuni quartieri fatiscenti, meccanismi adeguati di sostegno all’affitto e di tutela della parte più debole della popolazione casertana.

La regione Campania, attuando il commissariamento degli Iacp di Caserta, che è inutile e dannoso se non si aggancia all’approvazione in tempi rapidi al massimo di un paio di mesi di una legge di riforma efficace che punti a creare una struttura agile ed efficiente e che non rinunci alla missione di garantire a migliaia di famiglie un alloggio sicuro e decoroso a canoni sostenibili. Oggi molti rioni della provincia di Caserta sono condannati al degrado e all’insicurezza, anche in termini abitativi, a causa del venir meno della manutenzione ordinaria e di quella straordinaria, per le difficoltà economiche in cui versano i comuni e l’Istituto Autonomo case popolari della provincia di Caserta. La politica abitativa che punti alle dismissioni del patrimonio deve essere finalizzato anche alle politiche di riqualificazione e alle nuove realizzazioni. La riforma se deve essere fatta deve creare strutture più agili e operative, che valorizzino le tante professionalità presenti e che dovranno essere al passo con le esigenza di interventi rapidi e incisivi.

Una buona riforma dovrà affrontare anche il tema della modifica dei meccanismi di assegnazione degli alloggi e una revisione dei meccanismi di voltura e dei canoni che oggi hanno fatto il loro tempo e creano anacronistiche disparità. Questa riforma dovrà avere il coraggio di affrontare, una volta pe tutte, la grande questione degli alloggi occupati abusivamente. Si dovranno creare le condizioni attraverso diversi strumenti, per eliminare definitivamente il fenomeno che oggi, e senza controllo delle autorità competenti, ma gestito in tutta serenità dalle organizzazioni criminali.

Per risolvere questo annoso problema basta mettere in campo, in ogni Comune, protocolli di sicurezza coinvolgendo la Prefettura,le forze sociali, le forze di polizia, gli Iacp al fine di monitorare costantemente il patrimonio pubblico e di intervenire immediatamente in caso di occupazioni illegittime. I comuni e gli Iacp devono essere messi nelle condizioni di aggiornare ed effettuare un censimento degli alloggi al fine di creare una sola anagrafe provinciale del patrimonio pubblico e di conseguenza degli occupanti degli alloggi. Intanto, i fondi per il sostegno al fitto e di aiuto ai comuni per fronteggiare le emergenze vanno incrementati in una fase che vede ancora pesanti conseguenze della crisi economica sulle famiglie.

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