Caserta

Falco: “Mi piacerebbe una lista ‘Fai Caserta’”

Luigi FalcoCASERTA. Partendo dall’iniziativa promossa dal Fai che ha previsto la riapertura dell’Ospedale Militare e la fruibilità dei cinque siti di interesse storico culturale, adiacente Palazzo Reale, il candidato sindaco Luigi Falco riprende il tema dell’associazionismo.

“Credo che la riapertura di questi cinque siti promossa dal Fai, ottimamente rappresentato da Donatella Cagnazzo, imponga molte riflessioni ai casertani ed a coloro cha amano Caserta. Penso che la politica casertana abbia molto da imparare dalle associazioni, dalla concretezza che esse manifestano nel realizzare eventi. Assistiamo, purtroppo ad una politica ingabbiata nelle chiacchiere, nelle alleanze del nulla, negli accordi che valgono per Caserta ma non per Capua o Santa Maria o Napoli e Roma. Mi piacerebbe che ci fosse una lista chiamata ‘Fai Caserta’ dove il fare per la nostra città sia una realtà vera e tangibile e fuori dalle logiche di chi di Caserta non è, e che viene nella nostra città solo per spirito colonizzatore. Caserta è una città del fare, non è quella che le ultime vicende amministrative hanno resa sonnacchiosa e che rischia di non risvegliarsi più se non si fanno delle scelte coraggiose e vincenti”.

Tornando alle associazioni che pure, sotto la sua amministrazione avevano trovato casa nel Complesso del Sant’Agostino, Falco prosegue: “Non posso che plaudire a tutte quelle associazioni che, senza distinzione di colore politico, operano nella nostra città. Chiedo ad esse di uscire allo scoperto e di fare delle scelte politiche chiare, basate sull’esperienza delle cose che hanno della città e delle persone. Non dimenticando che quando qualcuno si è nascosto dietro al dito del non possiamo, non sappiamo, non facciamo, ciò ha provocato dei disastri epocali che i cittadini e le associazioni hanno pagato in prima persona”.

Infine, il candidato sindaco lancia un appello: “Nessuna amministrazione riesce a dare risposte maggiori del 30-40% alle esigenze di una città. Il resto non può che venire da una partecipazione diffusa, attiva del cittadino in associazioni che, nel loro operare, aumentano le performance della città. Tutto dipende – conclude – dal rapporto che le associazioni avranno con l’Amministrazione. Incominciammo con il Palazzo ed il libro delle Associazioni, caso unico in Italia, grazie all’assessorato di Donato Affinito. Per il futuro ci saranno fortissime innovazioni nel rapporto che il Palazzo avrà con queste associazioni fino al punto di creare le consulte e dare voce stabile di rappresentanza in seno all’amministrazione. Le associazioni cittadine diventeranno dei veri e propri centri di ascolto e di comunicazione. La famosa cittadina attiva si incarnerà e diventerà attiva proprio attraverso le associazioni cittadine”.

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