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Castel Morrone, Di Lorenzo: “Basta sperperare soldi per il teatro comunale”

Andrea Di LorenzoCASTEL MORRONE. L’avvocato Andrea Di Lorenzo, candidato sindaco per l’Unione Civica, puntualizza l’orientamento del movimento sul tema della scelta dissennata dell’amministrazione di riconvertire il rudere dell’ex macello pubblico in Teatro Comunale.

Ecco il ragionamento di Di Lorenzo: “L’edificazione di un teatro comunale è una decisione dell’amministrazione che non riusciamo a comprendere. Per la sua realizzazione sono stati già spesi un milione di euro e per completarla ce ne vorranno almeno altri due. Da cittadino morronese mi sono chiesto quale necessità vi era di impegnare risorse così ingenti per la realizzazione di un qualcosa che certamente non rappresenta una priorità per Castel Morrone e per i Morronesi. La realizzazione dell’opera è stata peraltro finanziata con i fondi della legge regionale 51/78, ovvero la legge che ogni anno assegna ai comuni risorse da destinare alla manutenzione delle strade e delle altre opere di urbanizzazione primaria. E infatti le nostre strade versano in uno stato pietoso. Oltre alle ingenti, e allo stato indisponibili risorse che andranno ad impegnare il bilancio comunale per chissà quanti anni ancora, abbiamo noi la capacità economica di permettercene la gestione qualora, in futuro indefinito, dovesse essere realmente realizzato? Le precedenti amministrazioni comunali, con la realizzazione del polo scolastico unico e la conseguente dismissione dei tre vecchi plessi, avevano espressamente previsto di destinare, senza praticamente alcun onere per la comunità, i locali del Torone al gruppo teatrale locale. Tanto al fine di consentire ai tanti giovani che ne fanno parte di coltivare la loro passione e ai cittadini di Castel Morrone di fruire di rappresentazioni che, seppur amatoriali, sono generalmente apprezzate e reputate di ottima qualità artistica. Tutti sanno come è andata a finire. Il Sindaco ha destinato quei locali ad un’attività commerciale privata, con una contropartita irrisoria se non di fatto nulla per l’intera comunità”.

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